Appendere quadri in modo ordinato.

Come appendere i quadri in maniera ordinata e in armonia con l’arredamento di casa.

Quando si tratta di appendere quadri alle pareti, non abbiate fretta di piantare chiodi sulle vostre pareti! Leggete queste poche regole per scoprire quali sono i giusti accostamenti tra gli elementi da appendere e quali le composizioni ideali per ogni stanza.
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Photo by Christopher Burns on Unsplash

Regole per l’ordine e la composizione.

Quadri, stampe, arazzi, fotografie, ma anche, basso-rilievi, adesivi murali, ecc…  se appesi alle pareti in maniera approssimativa, possono far apparire disordinato anche l’ambiente più curato.

Per appendere quadri alle pareti di casa in modo corretto è necessario il rispetto di poche e semplici regole.

Coerenza formale.

Prima di appendere quadri alle pareti, valutate con attenzione la coerenza formale che questi hanno con lo stile della stanza da arredare.

Pur con le dovute eccezioni, l’armonia tra quadro e arredamento è fondamentale per il giusto completamento dell’ambiente che volete realizzare.

Quadri o stampe con temi classici in ambienti classici, temi rurali e botanici in ambienti rustici, astratti e contemporanei in ambienti moderni. Questa è la regola generale!
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Selezionare i quadri da appendere.

Quadri, stampe e qualunque altro elemento da appendere, vanno accuratamente selezionati.

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Per le opere artistiche occorre valutare con maggiore attenzione la loro collocazione per cui vi invito, oltre che a seguire i consigli del vostro gallerista di fiducia, a leggere il mio articolo “arredare casa con le opere d’arte”.

In ogni caso le opere d’arte non vanno “mescolate” con quelle di minor importanza o la cui funzione è meramente decorativa.

Una prima suddivisione va operata separando i quadri decorativi dalle opere d’arte. I primi includono riproduzioni fotografiche e stampe di opere famose, poster, ma anche dipinti decorativi di valore commerciale. Le opere d’arte possono includere oltre ai dipinti su tela, stampe fotografiche fine art, serigrafie, incisioni ecc…

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Un consiglio.


Nel caso di opere importanti, tenete presente che queste influenzano l’arredamento della stanza e non viceversa. Considerate questo tipo di opere come un eccezione, qualcosa che vive di vita propria. Queste, se veramente importanti, domineranno lo spazio della stanza a prescindere dal suo arredamento.

Un ulteriore suddivisione può essere operata a seconda dei temi rappresentati, questo è utile per riunire i quadri per similitudine: ritratti, paesaggi, temi astratti ecc… Naturalmente tutto quello che non è coerente con lo stile dell’arredamento della stanza va eliminato senza indugio  (vedi paragrafo sulla coerenza formale).

Disposizione lineare.

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Tralasciando le rigide regole valide solo per l’esposizioni museali, l’altezza ideale per appendere quadri in casa corrisponde a quella degli occhi di una persona di altezza media in piedi, cioè a circa 160 cm da terra.

Per tale ragione la disposizione più usata per far si che i quadri risultino ordinati e ben visibili, indipendentemente dalle loro dimensioni, è quella lungo una linea immaginaria posta a 160 cm da terra che attraversa il centro dei quadri (figura 1).

Una linea immaginaria orizzontale, posta tra 100 e 120 cm da terra può essere utilizzata come linea di base per quadri molto grandi. 

Mentre una linea superiore si può impiegare per allineare in testa al quadro più grande quelli più piccoli (figura 2).

In realtà non esistono regole prestabilite per appendere quadri alle pareti, questi possono essere posti ad altezze diverse a seconda degli ambienti e degli spazi disponibili: in soggiorno, per meglio posizionare i quadri dietro a divani e poltrone, la linea di centratura immaginaria può essere abbassata fino a 1.40 m, mentre all’ingresso, o in un corridoio, i quadri vanno posizionati un po’ più in alto dei 160 cm.

In ogni caso destinate ai quadri migliori il punto di osservazione migliore, mentre potete disporre gli altri più in alto o più in basso di questi.

Coerenza dimensionale.

Le dimensioni dei quadri devono sempre essere proporzionati alla grandezza dell’ambiente e dei mobili a cui sono accostati. Mai appendere quadri grandi in ambienti di ridotte dimensioni, come corridoi o scale perché è impossibile osservarli bene.

Evitate anche di mettere un quadro grande sopra una credenza piccola o un piccolo capezzale sopra la testiera del letto.

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Un consiglio.

Se avete un quadro molto grande, per poterlo ben apprezzare è meglio che destiniate ad esso una parete tutta per lui. Mentre i quadri di medie e piccole dimensioni, come potrete leggere nel paragrafo successivo, è meglio raggruppali in blocchi secondo degli schemi che conferiscono equilibrio all’apparente casualità.

Gruppi di quadri.

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Se non possedete un quadro abbastanza grande da collocare, ad esempio, sopra il divano, potete mettere insieme dei quadri più piccoli per simulare un quadro più grande.

A seconda degli spazi che avete a disposizione potrete adottare uno dei quattro schemi possibili di raggruppamento.

Schemi di raggruppamento.

  • Gruppi orizzontali o verticali lungo un asse immaginario che suddivide i quadri in due linee parallele ( figura 3 e 4).
  • Raggruppamento a croce lungo due assi che s’incrociano e suddividendo lo spazio dove appendere i quadri in quadranti ( figura 5).
  • Forme geometriche di raggruppamento il cui perimetro include tutti gli elementi da appendere. Le forme possono essere tantissime: un grande quadrato o due di uguali dimensioni, un rettangolo posto in verticale o in orizzontale ecc… Si può adoperare il quadro più grande del gruppo come “centro” intorno al quale disporre gli altri più piccoli, ma non è detto che questo “centro compositivo” debba per forza corrispondere al centro geometrico della figura che volete comporre, anzi composizioni asimmetriche possono dare risultati più sorprendenti. ( figura 6).
  • Raggruppamento a blocco di quadri di uguale genere e dimensioni (collezioni di stampe o maioliche). In questo caso gli elementi vanno collocati tutti alla stessa distanza dentro una figura geometrica regolare come un quadrato. Per rendere più interessante la “griglia compositiva” si può lasciare uno spazio centrale vuoto dove inserire un quadro più grande di genere diverso ma non dissonante con il resto.
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Criteri di composizione e suggerimenti per appendere quadri.

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I criteri di composizione che si possono adoperare possono avere andamento verticale, per dare più altezza alla stanza, o orizzontale per allargare lo spazio percepito.

Raggruppare i quadri in una composizione evita miscele caotiche, soprattutto quando i quadri sono tanti e di misure diverse. Non importa quanti quadri volete inserire nella composizione. 

Utilizzare un intera parete per realizzare una “gallery” di quadri è molto di tendenza, l’importante è mantenere sempre una certa armonia e soprattutto uguale distanza tra loro.

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I raggruppamenti sono molto utili per organizzare i quadri appesi lungo le pareti delle scale. In questo caso è bene formare dei blocchi che seguano l’andamento della scala, l’importante è mantenere sempre gli allineamenti orizzontali e verticali tra i diversi gruppi.

Un consiglio.

Per ottenere maggiore armonia mettete i quadri più grandi sopra quelli piccoli e quelli dalle tonalità più scure sopra quelli chiari.

Accostamenti pertinenti.

Nei raggruppamenti soprattutto, bisogna prestare attenzione ad accostare i quadri tra loro in maniera corretta.

Come prima cosa tenete conto che le cromie dei quadri e delle cornici, se ne hanno, devono essere coerenti con i colori presenti nell’arredamento della stanza. Ad esempio, per il quadro sopra il divano, evitate abbinamenti cromatici per similitudine tra quadro e colore del divano, meglio riferirsi agli accenti cromatici presenti nella stanza.

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In generale si possono accostare i quadri a seconda del:

  • Tipo di opera (stampe, incisioni, poster, fotografie, dipinti su tela ecc…) Evitate in una composizione, in linea di massima, di accostare fotografie o stampe a dipinti.
  • Tema del soggetto e stile del quadro (ritratti, paesaggi, figure astratte, nature morte, fiori ecc…). Le composizioni a tema sono sempre molto interessanti, ma tenete conto che lo stile deve essere coerente in tutta la composizione, quindi mai accostare un quadro figurativo ad un quadro astratto.
  • Per colore. Interessanti risultano gli accostamenti cromatici ottenuti mettendo vicino tra loro i colori che si trovano adiacenti nel disco cromatico.

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Suggestioni da Pinterest.

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Conclusioni.

Per decidere i punti migliori dove appendere i quadri, o le eventuali composizioni, fare delle simulazioni sarà necessario. Se i quadri saranno disposti in modo lineare e sono pochi, vi basta l’aiuto di qualcuno per mantenere il quadro e guardare a distanza se va bene la sua posizione.

Per le composizioni la cosa è un po’ più complessa, quindi vi rimando alla guida pratica su come appendere i quadri senza errori.

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2 commenti su “Appendere quadri in modo ordinato.”

  1. nelle composizioni i quadri della fila più’ bassa a che altezza devono stare, seguono la regola generale ad altezza di sguardo?

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