Smart speaker, cosa sono?

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Smart-speakerSmart speaker, ne avete sentito parlare? Immaginate di poter avere a vostra disposizione un maggiordomo personale, sempre pronto a rispondere alle vostre richieste, capace di risolvere qualunque quesito, ma non solo: una segretaria che vi aiuti a programmare la giornata, un assistente che vi punta la sveglia all’ora desiderata, o che regoli l’illuminazione del vostro appartamento secondo i vostri desideri. Roba da ricchi? No, se l’assistente è uno smart speaker.

Cosa sono e come funzionano gli smart speaker.

Gli smart speaker sono sostanzialmente delle casse acustiche con le quali, grazie ad un accesso internet tramite Wi-Fi o bluetooth, è possibile interagire con la propria voce.

Quando sono “in ascolto”, tali congegni possono eseguire una notevole quantità di compiti: ottenere informazioni sul meteo o sul traffico, fare degli acquisti online, attivare degli elettrodomestici connessi, perfino comandare le luci di casa o eseguire le vostre playlist musicali preferite, e ancora leggervi il libro appena acquistato su Kindle. Tutto questo senza premere alcun pulsante o dover digitare comandi su una tastiera.

Talvolta portatili e altre volte fisse, queste casse acustiche con sistema intelligente integrato, fungono da aggregatore di device differenti. Si collegano alla radio, al televisore e gestiscono i sistemi di domotica casalinga.

L’oggetto dei desideri.

Il mercato degli smart speaker nel 2018 è quasi triplicato ed è in continua espansione, visto che sembra essere l’oggetto tecnologico più desiderato del momento.

Tra le tante aziende che si sono lanciate nell’impresa e i tanti prodotti immessi nel mercato, spiccano gli smart speaker di Google, colosso divenuto il leader di questo settore con il Google Home con il quale ha superato nelle vendite il pioniere Amazon, anche perché le prime versioni del suo Amazon Echo aveva i difetti tipici dei prodotti non ancora maturi.

Nella classifica delle vendite rimane staccato di molto l’Home Pod della Apple, tanto che le posizioni più prossime sono occupate dai produttori cinesi Alibaba e Xiaom,  i cui apparecchi però dipendono dagli assistenti vocali proprietari già esistenti.

Quale scegliere?

Google Home oggi appare come il top degli smart speaker attualmente disponibili sul mercato, ma il gap linguistico e tecnologico che separava i prodotti Amazon da quelli di Google è stato ormai risolto nelle recenti versioni, dove il sistema Alexa adesso parla e comprende la lingua italiana e la fluidità delle conversazioni col dispositivo e delle ricerche online, ormai sono di pari livello.

In entrambi i prodotti la gamma dei servizi disponibili è molto ampia ed è destinata ad aumentare.

L’assistente vocale  Amazon Echo è stato il primo smart speaker al mondo (vide il suo lancio nel 2014). Design moderno e fruibilità straordinaria oggi ne fanno il fiore all’occhiello della gamma nella versione Plus. I sette microfoni presenti a bordo, che comprendono con precisione da che punto sta parlando l’interlocutore, ne fanno tra i migliori smart speaker in circolazione.

Google Home, forte dell’efficiente sistema Google Assistant, è assolutamente un prodotto di qualità. I materiali con cui è costruito sono resistenti e piacevoli al tatto, il design gradevole. Però purtroppo la qualità audio, soprattutto a volumi elevati non è eccellente, ma comunque adeguata e accettabile.

Dal punto di vista dell’audio, rispetto ai prodotti di Amazon e di Google, sicuramente va molto meglio l’Home Pod di Apple, i cui costi sono però nettamente superiori.

Sia Amazon che Google vendono anche delle versioni di smart speaker più economiche e compatte come l’Echo Dot di Amazon e il Google mini. Inutile dire che questo tipo di altoparlanti assolvono bene il compito di maggiordomo digitale e assai meno riescono a soddisfare l’ascolto di musica con un minimo di qualità audio.



Smart speaker e qualità audio.

Se c’è qualcosa in cui peccano gli assistenti vocali di Google e di Amazon, offerti a prezzi del tutto similari, è la qualità audio. Tanto che se si desidera un ascolto decente dei contenuti musicali è consigliata l’integrazione con altre casse audio.

smart-speakerSecondo me la funzione principale a cui è destinata una cassa acustica, ovvero l’ascolto della musica, non dovrebbe essere subordinata alle funzioni domotiche dello smart speaker. La qualità del suono di queste casse intelligenti dovrebbe essere quanto meno soddisfacente, ma purtroppo non è così, o almeno non sempre.

Un esempio di smart speaker che suona benissimo è il Sonos One compatibile con l’assistente vocale di Amazon Alexa. Non è certo economico rispetto agli altri prodotti, ma almeno non dovrete collegare altri diffusori audio per avere un ascolto di qualità.

Può essere connesso con altri speaker di un Sonos Home Sound System per riprodurre musica in diversi ambienti o per ampliare lo spettro sonoro.

Ad esempio, è possibile connettere due Sonos One per creare una coppia stereo, oppure si possono aggiungere due Sonos One come speaker posteriori alla Sonos Soundbar per ottenere un audio surround coinvolgente. Per questo utilizzo sono perfetti i supporti a parete per Sonos One.

Della gamma Sonos è molto interessante la Sonos Soundbar. Dalle dimensioni compatte è perfetta, oltre che per la musica i podcast e gli audiolibri, per un audio coinvolgente di film e videogiochi. Naturalmente anche questa espandibile con le casse Sonos One ed equipaggiata con controllo vocale Alexa.

Cosa prevede il futuro.

Per fortuna, oltre alla domanda di smart speaker, sta crescendo anche l’offerta, tanto che i marchi di apparecchiature audio, come JBL, Sony e Harman Kardon si stanno anche loro avventurando nella produzione di questi apparecchi. Per cui si può sperare in un futuro di apparecchi con caratteristiche audio migliori a prezzi sempre più competitivi.

Non è difficile immaginare che i servizi disponibili per gli smart speaker saranno ampliati e che presto saranno messi sul mercato anche assistenti digitali in grado, oltre che di “sentire” anche di “vedere”, anche attraverso gli apparecchi con i quali saranno connessi, come smart-tv e smartphone.

Rischi sull’utilizzo degli smart speaker.

Gli smart speaker sono destinati a invadere le nostre abitazioni, ma ciò avverrà non senza possibili rischi per la nostra sicurezza e la nostra privacy. Questo, non solo perché ogni volta che interagiamo con questi dispositivi regaliamo loro diverse informazioni sulle nostre abitudini e preferenze, ma anche perché questi potrebbero essere utilizzati in modo fraudolento per ricavare dati e informazioni relativi a chi li utilizza.

Nonostante questi dispositivi dovrebbero attivarsi unicamente quando l’utente pronuncia la parola chiave, potrebbe accadere che lo smart speaker confonda qualche parola e si attivi senza che l’utente se ne accorga.

Un’altro rischio legato all’utilizzo degli smart speaker è quello della facilità con cui questi dispositivi possono essere hackerati. Non avendo ancora una grandissima diffusione, questi apparecchi hanno standard di sicurezza più bassi di computer o smartphone. Per un hacker risulta molto più semplice trafugare le informazioni della nostra carta da questi congegni.

Suggerimenti per limitare i rischi.

  • Proteggete l’account collegato al dispositivo con una password solida e l’autenticazione a doppio fattore;
  • in casa preferite sempre una rete Wi-Fi criptata WPA2;
  • non utilizzate lo smart speaker per trasmettere informazioni sensibili come password o numeri di carte di credito;
  • disattivate la funzione acquisti, se non necessaria, diversamente create una password dedicata esclusivamente agli acquisti;
  • impostate l’assistente vocale in modo che riconosca unicamente la vostra voce.

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