Trattamento antitarlo intensivo.

Un mobile in legno per durare nel tempo deve essere conservato in un ambiente con il giusto grado di umidità e temperatura e mantenuto in ottimo stato, ovvero curandosi che la sua verniciatura rimanga integra nel tempo e che sia esente da crepe o ammaccature.

Spolverando quotidianamente i vostri mobili avrete modo di tenerli sotto osservazione per controllare che questi non siano soggetti ad eventuali infestazioni da tarli.

trattamento-antitarloQuesta osservazione è fondamentale perché se ci si accorge in tempo, un trattamento antitarlo anche semplice può risolvere il problema. In alcuni casi però può rendersi indispensabile un trattamento antitarlo intensivo. Ad esempio, quando sono attaccati in misura anche non particolarmente aggressiva oggetti di estremo valore artistico o affettivo, oppure nel caso di un mobile antico che si desidera collocare in casa e si vuole evitare il rischio che eventuali tarli presenti nel mobile possano diffondersi anche agli altri mobili.

Trattamenti antitarlo professionali.

Quando sono necessari.

trattamento-antitarlo-economico-003Nel caso d’infestazioni rilevanti a danno di mobili di particolare pregio o di strutture lignee inamovibili, come parquet, infissi e soffitti, sono raccomandati alcuni trattamenti che solo ditte specializzate possono mettere in opera. Questi, a seconda dei casi, prevedono cicli ad alte o a basse temperature, irraggiamento con microonde o infrarossi o interventi in camere a gas con atmosfere controllate. Molto usato, soprattutto nel caso di strutture in legno che non si possono smontare, è il trattamento a microonde che ha il vantaggio di non impiegare sostanze chimiche, tanto che al termine del trattamento i locali possono essere immediatamente abitati. In questo procedimento le microonde penetrano in profondità nel legno riscaldandolo fino a circa 70° uccidendo i tarli ad ogni stadio di sviluppo. Il suo costo però non è alla portata di tutte le tasche e se la spesa può andar bene per opere di recupero architettonico e il restauro di edifici di valore, per la mansarda della casa di campagna, può essere un procedimento non molto economico. In questi casi, prima di valutare interventi dispendiosi, vi consiglio un procedimento alternativo economicissimo che potete leggere in questa pagina.

trattamento-antitarlo-intensivoCertamente un trattamento antitarlo intensivo si rende necessario quando il mobile è stato attaccato dai tarli in maniera consistente, condizione verificata dalla presenza di diversi fori superficiali in più parti del mobile, accompagnati da rosume consistente.

In questi casi o ci si rivolge a personale qualificato per far eseguire i trattamenti necessari, oppure se si vuole evitare una spesa rilevante, ci si arma di tanta pazienza e si esegue in proprio un trattamento intensivo come quello che vi descrivo in seguito.

Esecuzione del trattamento antitarlo.

Un importante premessa prima di tutto: Per essere certi della sua efficacia, eseguite questo trattamento attenendovi scrupolosamente alle istruzioni indicate.

Fate attenzione! I prodotti antitarlo, anche quando indicati come prodotti non tossici sono comunque dei veleni più o meno nocivi per l’uomo. Per la vostra sicurezza non dimenticate durante le operazioni di utilizzare a protezione: guanti per acidi, maschera con filtri, occhiali protettivi e abiti da lavoro usa e getta.

Accertatevi di poter disporre di uno spazio dove compiere le operazioni necessarie all’esecuzione del trattamento, sufficientemente arieggiato, meglio se all’aria aperta. 

Cosa vi occorre:

Prodotto antitarlo.

Vi sconsiglio di utilizzare i prodotti commerciali da supermercato dove generalmente il principio attivo è molto diluito. Uno dei prodotti antitarlo più efficaci è lo Xylamon che contiene un’alta percentuale di principio attivo (Permetrina) diluito con petrolio. Per tale motivo è uno dei prodotti più impiegato in ambito professionale e va maneggiato con attenzione utilizzando le precauzioni necessarie, come già detto indossate: guanti per acidi, maschera con filtri, occhiali protettivi e abiti da lavoro usa e getta. Il trattamento eseguito con questo prodotto non consente di soggiornare o dormire nell’ambiente dove lo si è utilizzato.

Xylamon non intacca le vernici, tuttavia è sempre buona norma fare delle prove in parti meno visibili prima di cominciare.

Grazie alla grande capacità di penetrazione rispetto ad altri prodotti, Xylamon garantisce una protezione del legno per diversi anni. La quantità da impiegare è subordinata alla capacità di assorbimento del legno e alla quantità delle superfici da trattare. Attenersi alle indicazioni del produttore.

Petrolio bianco.

Benché il petrolio bianco non sia un prodotto antitarlo questo è utile per liberare i pori del legno e a prepararlo per l’imbibizione con liquido antitarlo. Anche le quantità del petrolio sono subordinate alla grandezza del mobile ed alla porosità del legno con cui esso è realizzato.

Cera d’api.

Pur non essendo un prodotto specificatamente antitarlo, la cera d’api è un prodotto naturale coadiuvante nella lotta ai tarli ai quali risulta particolarmente sgradita. Nel trattamento antitarlo si può impiegare sia per riempire buchi, fessure, crepe e giunzioni nelle quali i tarli solitamente depongono le uova, sia come strato protettivo lucidante e nutriente alla fine delle operazioni, ma non va applicata su mobili verniciati con prodotti sintetici, al massimo su legno grezzo o su vernici ad alcol come la gommalacca.

Consolidante per legno.

Le parti del mobile molto degradate, soprattutto quelle che hanno funzione di sostegno, devono essere trattate con resine consolidanti. Queste formano con il rosume degli insetti una massa solida all’interno delle gallerie.

Visto che il legno trattato con le resine consolidanti viene reso impermeabile, colorazioni con mordenti e trattamenti disinfestanti dovranno essere effettuati prima.

Un ottimo prodotto è quello di Veleca già pronto all’uso.

Vi serviranno anche:

Una o più candele di cera bianca; stick di stucco a cera colorata dello stesso colore del mobile da trattare e un impregnante antitarlo per le parti grezze del mobile.

Per smontare e pulire il mobile, oltre ad alcuni attrezzi da falegname, possono esservi utili un avvitatore elettrico, un piccolo compressore o un aspirapolvere potente.

Vi occorrerano anche i seguenti utensili: delle bacinelle di plastica di varie dimensioni; del nastro adesivo largo; delle siringhe di grande capacità; alcuni teli di cellophane; una paglietta per levigare; una spatolina in acciaio e alcuni pennelli di varia dimensione.

Procedimento

Tenete presente che il trattamento antitarlo intensivo è piuttosto lungo: si tratta di eseguire due cicli durante l’anno, uno in primavera e uno in autunno. Infatti durante queste stagioni i tarli adulti si trovano in prossimità dell’uscita motivo per cui il trattamento ha maggiori possibilità di successo. L’anno successivo, il mobile va tenuto sotto controllo per verificare che non vi siano segni di attività.

  1. Smontate il mobile nelle sue parti quanto più possibile, spolveratelo per bene usando un aspirapolvere potente o soffiando con un compressore. Raccogliete con cura tutto il rosume che fuoriesce per poi bruciarlo con lo scopo di evitare la diffusione accidentale di uova e larve in esso contenute.
  2. Il mobile smontato, va cosparso di petrolio bianco per mezzo di un pennello largo da passare per bene su tutte le sue superfici e nei punti più remoti.
  3. I pezzi smontati possono essere immersi nel petrolio dentro bacinelle di plastica della misura adatta a contenerli. Questa operazione libera ulteriormente pori e le gallerie scavate dai tarli dal rosume che non è stato possibile eliminare con l’aspirazione.
  4. Quando il petrolio è stato assorbito, quindi quando le superfici sono asciutte, con la stessa cura e perizia stendete il prodotto antitarlo su tutte le superfici insistendo soprattutto dove il legno è completamente grezzo.
    Procedete più volte con l’antitarlo fino a quando il legno non ne assorbe più. Come per la prima fase, le parti più piccole del mobile smontate possono essere trattate per immersione dentro capienti bacinelle.
  5. Per meglio raggiungere il legno in profondità, il mobile andrebbe prima sverniciato, ma se non si può o non si vuole sverniciare il manufatto, per imbibirlo per bene si può ricorrere oltre alla pennellatura con antitarlo, all’iniezione del prodotto direttamente dentro le gallerie attraverso i fori superficiali. Questa operazione deve essere condotta iniettando il liquido con forza e a più riprese usando siringhe di grande capacità e ripetendo l’operazione tantissime volte.
  6. Quando si è certi d’aver passato l’antitarlo in ogni parte del mobile, lasciatelo ad asciugare per bene e successivamente sigillate i forellini praticati dai tarli sciogliendovi dentro la cera di una candela riscaldata. Assicuratevi che tutti i fori siano ben chiusi!
  7. Appena sigillati i fori di sfarfallamento, avvolgete il mobile in grandi teli di cellophane. Chiudete per bene con del nastro adesivo avendo cura di non lasciare alcun passaggio d’aria.
  8. Trascorsa una settimana i teli vanno rimossi e il mobile va nuovamente intriso di antitarlo. Noterete che la cera adoperata per turare i fori, asciugandosi è calata dentro, quindi con uno stick di cera colorata dello stesso colore del mobile, ricolmate i buchi scaldandola appena con una fiamma. L’eccesso va eliminato “spagliettando” delicatamente con la paglietta per levigare.
  9. Spennellate le parti del mobile in legno grezzo con un impregnante antitarlo e antimuffa, facendo attenzione a non far colare l’impregnante sulle parti verniciate del mobile per evitare di rovinarlo.
  10. Il trattamento antitarlo va ripetuto in autunno con le stesse modalità nella speranza che vi sia qualche buco in meno da turare. Alla fine del secondo ciclo, prima di portare il mobile in casa, lasciatelo a ventilare per alcuni giorni fino a quando non emanerà alcun odore. Nel frattempo lo terrete d’occhio per verificare l’effettiva scomparsa dell’infestazione.
  11. Passate una mano di cera d’api sul mobile anche sulle parti grezze e lucidate con un panno morbido. A questo punto il mobile è pronto per poter essere portato in casa.
  12. Le parti del mobile molto degradate, soprattutto quelle che hanno funzione di sostegno, vanno trattate con resine consolidanti. Il consolidamento può essere fatto per immersione, oltre che per spennellatura o siringatura. In generale si esegue a più riprese. Visto che il legno trattato con le resine consolidanti viene reso impermeabile, colorazioni con mordenti e trattamenti disinfestanti dovranno essere effettuati prima.

4 commenti su “Trattamento antitarlo intensivo.

  1. Io dovrei fare il trattamento al soffitto della taverna. La zona notte si trova al piano superiore me non ci sono porte o pareti tra i due pieni che sono quindi aperti e comunicanti da una scala. Bastano 24 ore per essere in sicurezza e poter riabitare la casa? Il TIMPEST è un buon prodotto?
    Un antiquario che si occupa di queste cose mi ha suggerito di diluirlo con petrolio bianco al 50%.
    Ultima cosa, data la difficoltà a stendere il prodotto in verticale essendo un soffitto potrei utilizzare il prodotto con una pistola a compressione professionale tipo carrozziere?
    Grazie mille

    • Il trattamento di solai e soffitti in legno è un operazione complessa che dovrebbe essere svolta da personale qualificato adottando delle tecniche non alla portata dell’hobbista, tuttavia a scopo preventivo si può attuare un metodo alternativo che descrivo in questa pagina e con il quale si ha uno spazio temporale di 48 ore.
      Per la sua complessità è estremamente difficoltoso applicare su soffitti e solai prodotti antitarlo in forma liquida che in ogni caso dovrebbero essere applicati rigorosamente a pennello in modo da imbibire completamente il legno, quindi niente sistemi a spruzzo, sarebbe solo uno spreco di tempo e denaro. Le occorrerebbe una quantità tale di liquido che diventerebbe anti economico come procedimento.
      Quindi riepilogando:
      Niente Timpest, tanto meno diluito con petrolio; niente pistola ad aria o sistemi di atomizzazione del prodotto. Chieda un preventivo per un trattamento al microonde presso un azienda specializzata se l’infestazione di tarli è estesa.

  2. da maggio-giugno in poi, ho trovato diversi tarli vivi o storditi sui vetri delle finestre e ho scoperto alcuni mobili che presentano rosume e fori, altri solo fori, qualcuno anche nel parquet (ma di questi non saprei dire se attivi o datati).. ho 2 camere con parquet (ca 20 mq l’una), un pezzettino di soffitto con piccole travi (ca 2 mq, e sopra una soffitta non abitabile con pavimento e travi di legno) più porte, finestre e infissi di legno, il tutto (a parte la soffitta, che se possibile tralascerei volentieri!) verniciato prima della mia venuta, non saprei dire se con sintetici o meno (come si capisce?).. avevo pensato di armarmi per un trattamenti intensivo fai da te, ma se devo sverniciare tutto prima d’iniziare.. non ne vedo la fine! ha senso passare un buon antitarlo direttamente sul parquet e i mobili così come sono, o devo rassegnarmi a considerare un trattamento specializzato? e nel caso in cui, com’è probabile, non potessi permettermelo? mi distruggeranno casa, o è possibile una convivenza con ‘sti animaletti voraci? scusi le tante domande e grazie in anticipo!

    • Salve, per quanto riguarda grandi superfici di parquet e solai è più funzionale un trattamento con micronde fatto da aziende specializzate. Sarebbe più efficiente e a conti fatti meno dispendioso di un trattamento intensivo fai da te. Se non può o non vuole spendere una cifra che comunque sarà importante, può sempre fare una disinfezione di solai e interni con un insetticida fumigante. Trattamento che anche se nn specifico, se ripetuto può certamente contrastare la diffusione dei tarli. Ne parlo qui!

Domande riguardo questo argomento? Formulate la vostra domanda nei commenti, risponderò al vostro quesito in brevissimo tempo.

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