sabato, Luglio 11, 2020
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Arredare casa con mobili ed elettrodomestici acquistati online e in stock

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Arredare casa non è mai un’impresa da poco: sia che si entri nella prima abitazione e si cominci da zero, sia che si voglia dare solo una “rinfrescata” all’arredamento già esistente, occorrono pazienza, astuzia e buon gusto per non fallire nell’intento. Già, perché se non si ha a disposizione un budget elevato, l’arredamento della casa potrebbe risultare oneroso o dai risultati poco soddisfacenti. In questi ultimi tempi, grazie ai molti blog dedicati a questo argomento, sta spopolando l’idea di arredare la propria abitazione con mobili ed elettrodomestici acquistati in stock. Questo può consentire l’abbattimento dei costi in maniera considerevole, ma bisogna anche essere attenti a non incappare in merce scadente o poco durevole. Vediamo allora come fare per arredare casa con buon gusto e senza spendere una fortuna.

Photo by Mimi Thian on Unsplash

Rivolgersi ad outlet di mobilifici o elettrodomestici

La prima dritta da inserire in agenda è quella di visitare siti web o siti fisici di outlet del mobile. Qui molto spesso si trovano delle occasioni molto interessanti, anche di mobili di pregio, a prezzi concorrenziali, scontati talvolta fino al 70%.

Cucine, soggiorni, tavoli, sedie, arredo bagno e complementi d’arredo possono dunque essere acquistati alla metà o a un terzo del prezzo di listino e dar vita ad un arredamento originale e dal tocco unico.

Bisogna però armarsi di molta pazienza, in quanto molto spesso i mobili non sono in condizioni perfette, ma presentano qualche difetto (anche se impercettibile) o errore di manifattura. Visitare questi outlet del mobile è molto comodo, perché si ha a disposizione tutto ciò che riguarda l’arredamento della casa, organizzato per ogni tipo di budget, e gli arredi o gli elettrodomestici possono essere spediti direttamente a casa, con possibilità di reso. Esempi di siti del genere sono: Abbassoprezzo.com e Outletarredamento.it.

Acquistare merce in stock online

Un’altra idea astuta riguarda la possibilità di acquistare merce in stock. Anche in questo caso si ci può rivolgere sia ai siti fisici di stoccaggio merce, che a quelli online, presenti sul web già da qualche tempo e che in questi ultimi periodi stanno riscuotendo un grande successo, tanto da poter parlare di “stock mania” o trend dell’acquisto in stoccaggio. Si possono scegliere le offerte in corso, gli oggetti di seconda mano o quelli per lotti, cercare direttamente i fornitori e richiedere preventivi. Molto spesso infatti per i mobili o per i complementi d’arredo il prezzo è da convenire in trattativa privata. Ad ogni modo, il risparmio è senz’altro garantito: fino al 70% in meno rispetto al prezzo di listino, e a volte si può spendere meno del prezzo di costo. Qui due siti web interessanti: Solostocks.it e Centrostock.net.

Valutare oggetti messi all’asta

C’è poi un terzo modo per arredare la propria casa in maniera impeccabile senza spendere una fortuna: valutare oggetti messi all’asta. Se si sceglie questa strada, le alternative sono due: visitare le aste che si tengono in città e partecipare con delle offerte, oppure mettersi comodi al proprio PC e registrarsi ad uno o più siti di aste online. Dopo essersi registrati bisogna cercare la categoria di oggetti che interessa, e il relativo lotto, oppure ricercare direttamente un’asta a cui si è interessati. A questo punto si partecipa all’asta e si comincia a fare delle offerte.

Quando la propria offerta viene superata, si riceverà un’e-mail, dopo la quale si potrà decidere se rilanciare con una nuova offerta o lasciar perdere. In questi siti ci si può imbattere in vere e proprie “batterie” di arredamento tutto incluso, stock che comprendono, ad esempio, divani, orologi da tavola, tende, armadi, a prezzi base che possono essere definiti irrisori. Se ci si sa fare si spuntano dei veri affari e si può arredare casa anche con pezzi di antiquariato o opere di qualche corrente artistica anche del passato. Uno dei siti web più importanti in tal senso è Aste24.it, mentre su Catawiki.it è possibile trovare oggetti più ricercati, anche d’epoca e vintage.

Come tenere il Coronavirus fuori casa.

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Con l’emergenza Covid-19, la psicosi di un possibile contagio si è diffusa più del virus stesso. L’ossessione per l’igiene personale e per la pulizia degli ambienti domestici, in questo clima di paura, è certamente comprensibile, ma in qualche caso può rappresentare un pericolo piuttosto che un rimedio vero e proprio. Complici alcune informazioni errate e talune soluzioni fai da te maldestre, come il mescolare sostanze chimiche contenute nei detersivi in modo incauto. Per evitare pericolosi errori ho messo insieme una serie di consigli su come tenere lontano dalla propria casa il rischio di contagio da Coronavirus.

Coronavirus fuori casa
Photo by Jiawei Zhao on Unsplash

Prime precauzioni.

Come prima cosa va precisato che il Covid-19 è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona infetta. Ragion per cui le primarie precauzioni fondamentali sono quelle emanate col Decreto Ministeriale.

I virus sono microorganismi talmente piccoli che sono visibili solo al microscopio elettronico. Questi sono in grado di riprodursi solo all’interno delle cellule di un’organismo ed hanno una resistenza nell’ambiente molto bassa, anche se alcuni virus, tra cui quelli che attaccano le vie respiratorie, sono in grado resistere più a lungo. Invece, i batteri sono organismi unicellulari molto più grandi dei virus, e a differenza di questi, possono riprodursi autonomamente nell’ambiente e negli organismi viventi.

Le superfici più esposte ai virus sono quelle toccate più frequentemente da un elevato numero di persone, come possono essere, ad esempio, le maniglie delle porte. Se toccando queste superfici si entrasse a contatto con il virus, questo potrebbe insediarsi nel nostro organismo, semplicemente toccandoci la bocca, il naso o gli occhi, con le mani. Non a caso tra i suggerimenti del Ministero della Salute, c’è quello di utilizzare guanti e mascherina per proteggersi e di pulire con dei disinfettanti tutte le superfici con cui si entra in contatto. Ricordate: i prodotti disinfettanti a base di alcol sono quelli in grado di distruggere il Coronavirus, annullando così la sua capacità infettiva.

Coronavirus fuori casa
Photo by Nathan Dumlao on Unsplash

Lavare bene le mani e frequentemente.

Dopo la dichiarazione della pandemia da Covid-19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato tra le precauzioni per frenare i contagi quella di lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone. Va detto però che l’igiene delle mani è fondamentale sempre!

Lavare le mani è un operazione necessaria ogni giorno per prevenire le numerose infezioni che si possono contrarre ad opera di germi, batteri e virus.

Nel caso l’avessimo dimenticato, è necessario lavare le mani:

  • Prima di mangiare;
  • prima e dopo la preparazione dei pasti;
  • prima di medicare una ferita;
  • prima di mettersi le lenti a contatto;
  • dopo aver fatto uso del bagno;
  • dopo aver pulito il bagno e la cucina;
  • dopo essersi presi cura degli animali domestici;
  • infine, tutte le volte in cui sono visibilmente sporche.

Il lavaggio va fatto con acqua e sapone per circa 60 secondi e strofinando bene le dita, ad una ad una, il palmo e il dorso, sciacquando poi bene con acqua corrente.

Usare il normale sapone va bene nella maggior parte delle volte, ma un ulteriore cautela può essere impiegata da chi arriva in casa da fuori, utilizzando un sapone liquido antisettico di tipo medicale. Se acqua e sapone non sono disponibili, l’igiene delle mani può essere effettuata con prodotti disinfettanti a base di alcool o clorexidina.

Restare a casa ed uscire solo se strettamente indispensabile.

Anche il rimanere dentro casa è una forma di prevenzione primaria, ma se si è costretti ad uscire per necessità rimane il problema di come lasciare il coronavirus fuori casa rientrandovi. Come comportarsi? Quali precauzioni prendere?

Photo by Tedward Quinn on Unsplash

Precauzioni dentro casa.

Poiché il virus arriva dall’esterno è fondamentale fare della propria abitazione un ambiente protetto. Vi elenco alcune delle precauzioni che è bene prendere se si trascorre del tempo fuori casa per necessità inderogabili:

  • cambiate abiti e scarpe immediatamente quando rientrate in casa, per non portare pericoli dall’esterno;
  • lavate spesso i pavimenti con detergenti disinfettanti o candeggina per annientare in modo efficace batteri e virus, Covid-19 compreso;
  • lavate le tende e le tappezzerie con maggiore frequenza, lo so è faticoso! In alternativa spruzzateli con un buon prodotto spray deodorante disinfettante;
  • fate arieggiare quotidianamente tutte le stanze;
  • cambiate con maggiore frequenza lenzuola, coperte, asciugamani e teli da bagno.

Vi invito a prestare attenzione alle diciture presenti sui prodotti per l’igiene. Detergente, Sanificante e Igienizzante, non sono la stessa cosa di Disinfettante!

Le prime due voci si riferiscono alla rimozione di materia organica per mezzo di un tensioattivo e dell’azione meccanica. Un prodotto igienizzante ha la capacità di ridurre la carica microbica, mentre solo con la disinfezione si può ottenere un abbattimento del 99,999% della capacità infettiva dei virus.

Photo by Tedward Quinn on Unsplash

Vapore contro il Coronavirus.

Il vapore, si sa, è il miglior modo per eliminare germi e batteri da qualsiasi superficie. Sebbene del Covid-19 non ancora sappiamo di metodi certificati per la disinfezione è noto che il virus SARS – coronavirus, con il quale è paragonabile, possa essere reso inattivo con un trattamento termico con temperature superiori ai 60°C.

Coronavirus fuori casa

È ragionevole pensare che i pulitori a vapore, oltre a rimuovere facilmente lo sporco ostinato, possano essere efficienti per l’eliminazione del Coronavirus dalle superfici in modo rapido e senza l’ausilio di disinfettanti chimici.

Se possedete un elettrodomestico a vapore potete utilizzarlo per sterilizzare un po’ tutto, materassi e cuscini ad esempio. Alcuni con alte prestazioni, in particolare sono adatti anche per pavimenti e grandi superfici.

Pulire e disinfettare bagni e cucina.

Gli ambienti della cucina e dei bagni possono essere normalmente contaminate da germi e batteri. Per questo è importante utilizzare prodotti efficaci nel pulire, ma soprattutto per disinfettare.

In questi ambienti, i prodotti detergenti contenenti alcol, candeggina, acqua ossigenata, lisoformio e ammoniaca sono considerati fedeli alleati alla lotta contro batteri e virus, Coronavirus incluso. Inoltre è importante che i rubinetti vengano regolarmente decalcificati, perché il calcare costituisce un micro-ambiente favorevole alla crescita dei batteri.

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

Vi ricordo che le spugnette utilizzate per la pulizia, così come i guanti, devono essere dedicate ad ogni specifico ambiente.

Pulizia e disinfezione del bagno.

Il bagno essendo il luogo comune più utilizzato della casa, dopo la cucina, merita particolare attenzione nella pulizia e disinfezione a tutela di tutti i componenti della famiglia. In questo ambiente, per l’igiene e la disinfezione profonda anti Coronavirus è raccomandato intervenire come di seguito.

  • Indossate dei guanti in nitrile dopo aver lavato le mani. Per pulire a fondo ogni angolo, non dimenticate di rimuovere tutti gli oggetti e accessori presenti nel bagno, come porta-saponi, spugne, spazzole e cestini ecc…
  • Prima di tutto provvedete a disinfettare i sanitari, docce, lavandini e rubinetti, rimuovete la povere e passatevi un panno in microfibra dove avete versato sopra una piccola dose di candeggina. Questo è il più potente dei disinfettanti!
  • Passate il panno con la candeggina anche sui rivestimenti verticali del bagno. Il pavimento, è invece una superficie che non può essere disinfettata profondamente, ma pulita.
  • Cambiate la biancheria da bagno frequentemente, poiché l’umidità ambientale rende asciugamani, accappatoi e tappeti un deposito di batteri. Fondamentale che questi vengano lavati almeno due volte a settimana ad una temperatura non inferiore a 60°. Meglio separare gli asciugamani dai capi di abbigliamento e utilizzare un detergente con ossigeno attivo.
  • Prima di rimettere a posto gli accessori da bagno, è consigliata la loro pulizia con acqua e ammoniaca o uno spray disinfettante. Fate lo stesso con le maniglie delle porte e degli armadietti! Lo spray può essere impiegato anche disinfettare il resto dei mobili e accessori di casa.
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Photo by Anton on Unsplash

L’igiene in cucina.

In cucina, anche per evitare infezioni alimentari, è importante seguire un efficiente pulizia e operare un opportuna separazione dei cibi. Di seguito alcuni importanti suggerimenti.

  • Lavate le mani prima e dopo la preparazione delle pietanze.
  • Lavate con sapone e acqua calda tutte le superfici e gli utensili che utilizzerete per la preparazione di una pietanza. Vi consiglio l’utilizzo del super-disinfettante fatto in casa con aceto e acqua ossigenata, particolarmente efficace sui germi e batteri come l’Escherichia Coli. Questo è efficace anche per la disinfezione del frigorifero.
  • Lavate le spugnette utilizzate per la pulizia, con acqua calda. Potete metterle in lavastoviglie, oppure passarle per 30 secondi al microonde.
  • Lavate sotto l’acqua corrente la frutta e la verdura, anche quella che si sbuccia. La pulizia di frutta e verdura in acqua addizionata con acqua ossigenata va sottoposta ad un ulteriore lavaggio in acqua potabile.
  • Tenete separati i cibi crudi dai quelli cotti, sia durante la preparazione che durante la conservazione. Il cibo cotto non va mai messo nel piatto in cui è stato appoggiato lo stesso cibo prima della cottura.
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Photo by CDC on Unsplash

Areare gli ambienti domestici.

La qualità dell’aria in casa è cosa di grande importanza, tuttavia l’aria di casa non può considerarsi un potenziale veicolo di infezione. Sulla base di quanto si conosce, il Coronavirus non si trasmette attraverso l’aria, ma con le goccioline emesse quando si parla o con colpi di tosse e starnuti. Sebbene queste non permangono nell’aria per un periodo significativo, è comunque giusto avere una buona qualità dell’aria in casa.

Premesso che i purificatori d’aria non hanno come finalità la difesa da virus, l’unico modo per rimuovere in modo efficiente eventuali virus presenti nell’aria è quella di areare le stanze almeno una volta al giorno. Se abitate in una zona ad alta densità di traffico fate questa operazione nelle ore di minor traffico. Per una buona igiene dell’aria è consigliato anche fare una buona manutenzione e pulizia dei filtri dei condizionatori visto che questi trattengono al loro interno il pulviscolo.

Gestire bene gli animali domestici.

Infine alcune indicazioni per gli amanti degli amici a quattro zampe. Questi, fonte di benessere e parte integrante della famiglia, vanno accuditi con attenzione.

Photo by Tina Xinia on Unsplash

In particolare le lettiere vanno pulite quotidianamente, lavando sempre bene le mani immediatamente dopo. Anche le cucce, le gabbie e tutti i loro luoghi preferiti vanno regolarmente puliti. Per effettuare la pulizia vi consiglio un super-disinfettante naturale perfetto per lo scopo che potete fare in casa seguendo i consigli in questa pagina.

Ricordate che è importante evitare la presenza di parassiti, come le pulci e le zecche, anche perché possono essere veicolo di infezioni per l’uomo.

Disinfettanti fai da te efficaci.

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Imparate a fare in casa due potentissimi disinfettanti fai da te a base di acqua ossigenata e altri pochi ingredienti totalmente naturali. Efficaci, sicuri e assolutamente ecologici, cosa desiderare di più?

Se c’è una cosa che in casa non manca mai, è proprio l’acqua ossigenata, normalmente impiegata come disinfettante per le ferite, ma anche utile rimedio per tantissime altre cose. Qui vi spiego come impiegarla per realizzare in casa due dei disinfettanti naturali più potenti che esistano, tanto da esser definiti dei super-disinfettanti, indispensabili in cucina e se avete degli animali in casa.

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Acqua ossigenata, di cosa si tratta.

disinfettanti fai da te

L’acqua ossigenata, chiamata anche perossido di idrogeno, è un composto chimico dalle proprietà disinfettanti, ossidanti e sbiancanti. Caratteristiche per le quali è impiegata in svariati ambiti da quello medico a quello cosmetico, e più in generale a quello industriale.

L’acqua ossigenata fu descritta per la prima volta, nel 1818, dal chimico francese Louis Jacques Thénard che ottenne perossido di idrogeno facendo reagire il perossido di bario con l’acido nitrico. Per sintetizzare il perossido di idrogeno in forma pura ci vollero quasi 80 anni. Fu il chimico tedesco Richard Wolffenstein nel 1894, ma per l’identificazione della struttura molecolare dell’acqua ossigenata furono necessari ulteriori anni di ricerche

Usi alternativi dell’acqua ossigenata.

In forma pura, l’acqua ossigenata è un liquido incolore, corrosivo e dall’odore pungente, la cui temperatura di ebollizione è 150,2°C Poiché in questa forma il perossido di idrogeno è pericoloso sul mercato questo è presente soltanto in forma diluita in acqua distillata a varie concentrazioni, da quella più comune a 10 volumi fino a quella più concentrata a 40 volumi.

Le concentrazioni più alte possono essere pericolose e quando vengono usate sono necessarie delle precauzioni.

Tralasciando le mille applicazioni mediche e cosmetiche l’acqua ossigenata in casa è utile per applicazioni alternative:

  • pulizia della vasca da bagno, degli specchi e del frigorifero;
  • prevenire la crescita di muffe e funghi sulle pareti;
  • eliminare l’odore di muffa dai tessuti;
  • pulizia di frutta e verdura;
  • infine, combinata con altri ingredienti, per disinfettare i taglieri e i piani della cucina, gli utensili da taglio, gli ambienti dove sono presenti animali ecc…

Disinfettanti fai da te potentissimi.

Unendo all’acqua ossigenata altri ingredienti naturali è possibile ottenere dei prodotti molto efficienti per disinfettare casa.

Uno di questi è il comune aceto di vino, ingrediente che trovate in dispensa di cui sono note le proprietà sgrassanti e anticalcare, tanto che non ha bisogno di molte presentazioni come invece l’altro ingrediente che è il meno noto olio dell’albero del te, anche chiamato tea tree oil. Questo si ricava dalla Melaleuca alternifolia, ed è conosciuto per le sue proprietà anti-batteriche, anti-virale e anti-fungine ad ampissimo spettro.

Acqua ossigenata e aceto.

La combinazione di questi due elementi è molto valida per disinfettare le superfici della cucina, coltelli e taglieri, soprattutto se sono venuti in contatto con carni potenzialmente a rischio salmonella, come quelle di pollo e tacchino. Grazie a questa potente miscela è possibile eliminare in modo efficace, oltre che la maggior parte dei germi, anche il temibile batterio Escherichia Coli.

L’aggiunta di acido acetico (il comune aceto) al perossido di idrogeno (acqua ossigenata) forma l’acido paracetico una sostanza iper-disinfettante molto più potente della candeggina. L’acido paracetico ossida le membrane esterne delle cellule dei microorganismi inattivandoli, quasi tutti quelli patogeni compresi i virus e le spore. Per questo motivo tale composto è impiegato per sterilizzare i ferri chirurgici. Va detto però che l’acido paracetico utilizzato per scopi medicali è un prodotto puro più stabile di quello che si può ottenere in casa aggiungendo l’aceto all’acqua ossigenata. Infatti non trattandosi di acido acetico puro, con l’aceto da cucina si aggiungono anche altre sostanze che possono destabilizzare l’acqua ossigenata col risultato di non avere l’effetto desiderato.

disinfettanti fai da te

Il mio consiglio se non si vuol sprecare tempo con risultati non corretti è quello di unire i due elementi solo al momento della pulizia tenendoli in due flaconi separati. Basterà quindi spruzzare un po’ d’acqua ossigenata e successivamente un po’ di aceto. Strofinate con un panno pulito e il gioco è fatto!

Un avvertenza non usate mai questa soluzione per pulire oggetti in acciaio caldi, come le pentole o le stoviglie appena tolte dai fornelli. L’acido peracetico a temperatura superiori a 40 °C, e in caso di utilizzo prolungato anche a 30 °C, può causare problemi di corrosione sull’acciaio inox.

Acqua ossigenata e tea tree oil.

Per disinfettare le superfici dove sono presenti maggiori concentrazione di germi, come ad esempio i luoghi di sosta preferiti dai nostri amici a quattro zampe o della lettiera del gatto, si può ricorrere ad un altro rimedio a base di acqua ossigenata e tea tree oil.

Il detergente va preparato versando in una bottiglia dotata di nebulizzatore questi ingredienti:

  • 750 ml di acqua
  • 150 ml di acqua ossigenata
  • 20 ml di succo di limone
  • 15 gocce di tea tree oil

Agitate bene prima dell’uso e spruzzate la miscela nei luoghi che volete disinfettare. Lasciate agire per circa mezz’ora e successivamente pulite con un panno per poi risciacquare con acqua calda.

Vi consiglio l’impiego per pulire la lettiera del gatto, o la cuccia del cane, perché la miscela è assolutamente innocua per gli animali, oltre ad essere un buon repellente per pulci e zecche.

Arredo bagno, Wellness e SPA – l’evoluzione della stanza da bagno.

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Dallo spazio wellness e SPA casalingo, al bagno bello e funzionale, l’arredo bagno costituisce un elemento fondamentale per il perfetto completamento di questo ambiente destinato non solo all’igiene quotidiana.

bagno e wellness
Photo by AVANTECTURE on Unsplash

Piccolo o grande che sia, il bagno è la stanza al centro delle attenzioni di chi si accinge a ristrutturare casa. Un ambiente al quale si dedica spesso buona parte della spesa da sostenere, proprio perché complessa la sua realizzazione. Dagli impianti, ai rivestimenti, dai sanitari alla rubinetteria, dalle vasche da bagno ai piatti doccia, fino a giungere ai mobili bagno, gli elementi da prendere in considerazione per la definizione della stanza da bagno sono davvero tanti. In particolare all’arredo bagno è rivolto l’interesse e l’attenzione degli utenti perché destinato ad uno dei locali più importanti di tutta la casa. Uno spazio dell’abitazione che oltre all’igiene personale è sempre più utilizzato per il benessere e il relax. Non è un caso che col tempo la stanza da bagno e il suo arredamento, si siano evoluti per assolvere a nuove esigenze e stili di vita.

Evoluzione sociale e tecnica del bagno.

Oggi gesti come fare una doccia, aprire un rubinetto, radersi e mille altri ancora, sono divenuti consuetudine, gesti che si compiono senza pensare quanto per l’uomo contemporaneo sia impossibile una vita senza una stanza da bagno. Senza un luogo dove l’acqua sia così comodamente accessibile. Un luogo intimo e ormai irrinunciabile per tutti noi. Eppure non è stato sempre così!

Photo by Yoann Boyer on Unsplash

Se nelle civiltà più antiche dell’Egitto e della Mesopotamia, ci si immergeva in acqua per motivi religiosi, nella Grecia del periodo classico il bagno corrispondeva ad un ideale perfezione della forma fisica. Il bagno in acqua fredda era quello praticato dai frequentatori delle palestre, proprio perché fortificava, mentre il meno virile bagno caldo era praticato in ambiti domestici dalle donne.

Terme di Agrippa nel Campo Marzio.

I raffinati bagni a vapore, seguiti da frizioni con unguenti e massaggi, spopolarono nella società dell’antica Roma. I Romani, che appresero questo uso dai Greci, non furono solo degli estimatori dei bagni, ma anche dei veri divulgatori. Essi erano soliti lavarsi quotidianamente e non erano poche le abitazioni che avevano ambienti bagno con tanto di acqua calda. Sono quelli che ancora si possono vedere in alcune antiche case pompeiane.

In epoca imperiale, grazie alle innovazioni tecniche sperimentate per riscaldare gli ambienti, le Terme Pubbliche divennero opere così grandiose tanto che vennero esportate nei territori conquistati come modelli: un esempio è quello delle terme di Agrippa nel Campo Marzio.

Di GH HVD – Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento

Fu durante il Medioevo che il bagno divenne esclusivamente intimo e privato e ad uso delle classi agiate. Erano queste le uniche a potersi permettere la costruzione nelle loro dimore dei locali adatti e del personale necessario per praticare il bagno.

Il bagno a vapore sopravvisse solo nel mondo musulmano, dove il modello delle terme romane fu adottato per realizzare il cosiddetto bagno turco. Questo, divulgatosi in occidente attraverso i crociati, è ancor oggi di largo uso.

Col Rinascimento le stanze da bagno private, ancora ad esclusivo uso dei nobili, divennero più funzionali. Ad esempio sono di Leonardo alcuni progetti idraulici futuristici con impianti per miscelare l’acqua fredda con la calda.

Photo by Toa Heftiba on Unsplash

La funzione igienica del bagno si comprese solo nell’ottocento, quando la stanza da bagno divenne alla portata di più persone. Questo grazie ai modi più semplici per scaldare l’acqua e veicolarla dentro le case.

Oggi il bagno è un lusso alla portata di tutti e il piacere dell’acqua calda sul corpo è rimasto immutato come quello dell’epoca romana. Un piacere che è possibile concedersi a casa propria con un bagno reso funzionale e moderno da pratici box doccia accessoriati con la tecnologia più esclusiva e realizzati nei materiali più eleganti che ci siano, oppure in quello che il sogno di molti: uno spazio wellness con tanto di SPA casalinga! Cosa c’è di meglio per il proprio relax?

Consigli per scegliere l’arredo bagno più adatto.

Come è diventato complesso il bagno con l’evoluzione sociale e tecnologica! Innovazione, ricerca estetica, funzionalità, hanno spinto verso un arredamento da bagno sempre più all’altezza di una casa in linea con il moderno lifestyle.

bagno e wellness
Photo by Roberto Nickson on Unsplash

Accantonata la sua funzione originaria di servizio, il bagno è diventato un ambiente di relax, di benessere e di cura del corpo e l’arredo bagno oggi deve rispondere ad esigenze sempre più sofisticate.

Arredare il bagno può essere più complicato del previsto, quindi meglio leggere qualche consiglio.

Stile, tendenze e funzionalità.

Photo by JOSBRA design on Unsplash

In linea generale l’arredo bagno deve essere scelto in base alle proprie preferenze e in linea col resto dell’arredamento della casa.

Col tramontare degli stili nordici e minimali, protagonisti della stanza da bagno quest’anno sono i rivestimenti materici in gres porcellanato e l’optical design, geometrico rigorosamente in bianco e nero. I bagni si preferiscono meno minimali e più eleganti.

Qualunque sia lo stile che preferirete ricordate che gli aspetti funzionali giocano un ruolo tutt’altro che secondario. Questo vale sia per bagni piccoli che per quelli più grandi. Lo stile moderno è quello certamente con maggiori vocazioni di funzionalità!

Mobili bagno

Se la stanza da bagno è utilizzata da tutti i componenti della famiglia è bene inserire dei mobili bagno capienti e funzionali, ma soprattutto accessibili a tutti, anche ai più piccoli.

Non può mancare nella stanza da bagno il mobile sotto-lavabo. Questo oltre a nascondere il sifone del lavabo, permette di stivare tutto il necessario per il fabbisogno quotidiano.

È questo, insieme al lavabo, un elemento a cui bisogna dare particolare importanza, perché sarà quello che darà personalità e identità precisa al bagno.

I mobili da bagno salvaspazio sono l’ideale per gli ambienti più piccoli. Irrinunciabili negli spazi più angusti sono però da escludere nell’arredamento di ambienti più grandi e più sofisticati.

Bagno piccolo

Evitate le vasche da bagno preferendovi dei piatti doccia poco ingombranti.

Preferite sanitari sospesi, lo spazio ridotto sarà più pratico da pulire e sembrerà visivamente più grande.

Non dimenticate di curare i dettagli, rubinetteria e piccoli accessori bagno fanno la differenza anche in un bagno piccolo!

Bagno grande

Il vero rischio quando si ha spazio a disposizione è quello di strafare. Per tenere sotto controllo l’esuberanza vi consiglio di partire avendo in mente esattamente cosa si vuole ottenere dall’ambiente bagno e solo dopo dare spazio alla creatività.

Oltre alla possibilità di realizzare uno spazio wellness, considerate che ai mobili bagno canonici se ne possono aggiungere altri “atipici”. Un esempio? Se vi piace la lettura, mettere una libreia anche in bagno è qualcosa di molto interessante.

Conclusioni.

Non ci sono dubbi il tema dell’arredo bagno e così ampio che ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze. A seconda di dove vivete non vi sarà difficile trovare l’arredo bagno a Verona, che fa per voi, ma anche arredo bagno a Trento e a Mantova, così come in Piemonte dove troverete arredo bagno a Torino!

Aziende di arredamento italiane ed emergenza Covid-19.

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In piena emergenza Covid-19 scrivere di questa situazione che ci costringe tutti a casa, è anche per me cosa non semplice. Non posso e non possiamo certo ignorare paure ed ansie che tale circostanza, mai accaduta prima, provoca in tutti noi, tuttavia, anche se il futuro pare profilarsi incerto, bisogna evitare che le preoccupazioni ci sovrastino e che soprattutto la nostra salute tenga.


Emergenza Covid-19 – la reazione delle attività produttive.

Come tanti di voi, stando a casa ho molto tempo a disposizione e la navigazione su internet è divenuta sempre più l’attività primaria per informarsi, distrarsi e soprattutto per rimanere connessi col resto del mondo. Nel mio girovagare sui social e sul web in generale, non sono pochi i messaggi che ho potuto leggere e che riguardano la solidarietà vera e la speranza per un domani migliore. Per fortuna non manca nemmeno la voglia di riscatto e di rinascita delle attività produttive nazionali.

emergenza Covid-19
Photo by Victor Freitas on Unsplash

Nonostante sia davvero dura resistere al disagio e alle preoccupazioni, tutte le imprese italiane, dalle più grandi alle più piccole, stanno in questo momento cercando di fare il loro meglio per rimanere a galla ed essere pronti a ripartire il prima possibile.

Dappertutto è un fiorire di iniziative che mirano ad incentivare la ripresa dopo emergenza Covid-19 . Nel settore di cui mi occupo in queste pagine, particolarmente interessante mi è sembrata quella messa in atto dalla Annie Claire – Quality Furniture, un azienda italiana di arredamento chiavi in mano, attiva nella provincia di Vicenza.

Immagine proprietà di Annie Claire

Di tale iniziativa è interessante notare come il brand italiano, mettendo in relazione i suoi due target di clientela, molto diversi tra loro, miri ad un loro coinvolgimento empatico in una operazione la cui finalità è la ripresa economica e sociale di tutti!

Relazioni empatiche.

Immagine proprietà di Annie Claire

Annie Claire – Quality Furniture è un’azienda dove lavorano molte figure professionali. Dagli architetti ai designer, dagli arredatori agli ebanisti, dai tappezzieri fino agli installatori, tutti concorrono con la loro opera alla realizzazione dei desideri del cliente, alla sua piena soddisfazione.

Si potrebbe definire l’impresa veneta una vera e propria famiglia. In questa il cliente entra a far parte fin dal primo momento, godendo delle attenzioni a lui riservate. L’iniziativa messa in atto dalla Annie Claire parte proprio da questa attenzione verso il cliente.

Immagine proprietà di Annie Claire

Gli utenti primari dell’azienda sono gli albergatori, che fruiscono dei servizi di Contract. Poi vi sono i clienti privati, che si affidano alla professionalità di casa per arredare la propria abitazione.

La finalità di questa iniziativa è quella, da un lato aiutare a risollevare l’economia delle strutture alberghiere e più in generale del turismo italiano, dall’altro a invogliare le persone ad iniziare ad uscire da casa e finalmente godersi il nostro bel paese.

Immagine proprietà di Annie Claire

Come avviene tutto questo? Molto semplice: coloro che acquisteranno gli arredi Annie Claire – Quality Furniture per la propria casa, saranno coccolati con un regalo per riconquistare la serenità perduta: un soggiorno gratuito presso alcuni degli Hotel arredati dall’azienda che si trovano nelle località più belle della penisola: Jesolo, Bibione, Lignano Sabbiadoro, solo per citarne alcune.

Immagine proprietà di Annie Claire

Perché è interessante questa proposta?

Il turismo in Italia è un’attività primaria di grande importanza alla quale sono connesse altre migliaia di attività, incluso quelle che producono arredamenti, che in Italia non sono solo numerose, ma anche tra le migliori al mondo.

Il nostro paese è il quinto tra quelli più visitati al mondo. Questo è abbastanza logico visto che l’Italia possiede la più alta concentrazione al mondo di beni tutelati dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità .

La nostra nazione è anche la prima in Europa per numero di strutture ricettive. Un dato logico anche questo considerato che nel 2018 si sono registrate oltre 428 milioni di presenze turistiche nel nostro paese!

emergenza Covid-19
Photo by Cristina Gottardi on Unsplash

Alla luce di quanto vi ho detto, non c’è dubbio che una rapida ripresa economica del paese passi proprio dalla ripresa del turismo.

Conclusione.

La casa si rivela oggi, come ai tempi dei primi insediamenti umani, il rifugio che ci tiene lontano dalle ostilità e dai pericoli, ma dobbiamo avere fiducia nel domani e quando l’emergenza Covid-19 sarà finita, tornare con spensieratezza a vivere e a circolare liberamente.

Questa interessante iniziativa in momenti come quello che stiamo vivendo è assolutamente apprezzabile in termini di fiducia e di speranza, vi invito pertanto a scoprirne i particolari visitando la pagina Facebook dell’azienda dove potrete visionare anche gli arredi per la casa che la Annie Claire – Quality Furniture realizza per consegnarli in tutta Italia.

Buona salute a tutti.

Smart working, come organizzare l’home office.

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Smart working, o se preferite in italiano lavoro agile, riguarda la possibilità di svolgere delle attività lavorative da casa. Venuto alla ribalta con l’emergenza Covid-19, molti si sono dovuti adattare a questa realtà. Se anche voi, a causa della pandemia, siete diventati uno smart worker, significa che trascorrete gran parte della vostra giornata seduto di fronte ad uno schermo di computer. Certamente in questa particolare condizione di lavoro vi sarete resi conto come seduta e piano di lavoro possono influire sul vostro rendimento lavorativo e sul vostro benessere psico-fisico.

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Smart Working e Home Office.

Lo strumento di lavoro conosciuto come Smart Working, a livello giuridico è inteso come rapporto di lavoro subordinato, svolto per mezzo di strumenti tecnologici senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro (articolo 18 della Legge n.81/2017). Molti di noi lo hanno scoperto solo adesso a causa dell’emergenza in corso, apprezzandone il vantaggio di poter svolgere il proprio lavoro direttamente da casa in base alle proprie tempistiche personali. Tuttavia si tratta di una condizione lavorativa non priva di rischi. Tralasciando quelli di natura sociale, oggetto di diverse inchieste giornalistiche, vi sono certamente da tenere in debito conto quelli legati alla salute e al benessere dello smart worker.

Smart Working
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Spesso per l’attività di smart working si utilizzano gli arredi che si hanno a disposizione all’interno delle mura domestiche: il tavolo della cucina come scrivania, la sedia della sala da pranzo invece di una poltrona adeguata e così via. Tutte cose che possono portare a problemi di salute spesso sottovalutati.

Lo spazio di lavoro adatto.

Smart Working
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Mi spiego meglio con degli esempi: il tavolo da pranzo, ad esempio è molto più alto di una scrivania, che invece ha un’altezza adatta allo scopo per cui è stata concepita, e anche la sedia della cucina non è pensata per starci seduti a lavorare 8 ore al giorno.

Un ruolo fondamentale per fare bene il proprio lavoro da casa è svolto dall’Home office, ovvero quell’angolo di casa trasformato in un ufficio vero e proprio con tanto di postazione PC.

Certo esiste in molti casi la necessità di dover inserire una postazione lavoro in ambiti di metratura ridotta. Tuttavia non è impossibile potersi adattare agli spazi di un normale appartamento impiegando un arredamento per ufficio compatto. Qui alcune idee su come e dove ricavare un ufficio in casa.

Smart Working
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Rendere Smart il proprio ufficio domestico.

Avete individuato lo spazio dove realizzare il vostro Home Office? Bene, passiamo ad analizzare gli elementi necessari per organizzarlo.

L’ambiente di lavoro, anche quando si tratta di un ufficio domestico, deve essere tale da facilitare lo svolgimento dell’attività da compiere. Bastano una scrivania, una sedia, un computer e poco altro per poter lavorare da casa, ma è fondamentale scegliere questi strumenti di lavoro con criterio, tenendo conto di alcune specifiche fondamentali per rendere più produttiva, comoda e confortevole la postazione di smart working.

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Fondamentale è assumere posizioni corrette mentre si è seduti davanti al PC. Sopratutto per quanto riguarda per la salute della schiena è necessaria una corretta postura, cioè quella posizione del corpo che garantisce una condizione di stabilità col minor sforzo muscolare possibile.

Scrivania ideale.

Scegliete per il vostro ufficio domestico una scrivania robusta e solida. Fondamentale è che essa abbia un’altezza da terra compresa tra i 72 – 76 cm. Indipendentemente dallo stile e dall’estetica della scrivania è bene che sia di materiali e colori non riflettenti. Naturalmente, la presenza di mensole e cassetti ne aumenterà la funzionalità.

Queste quelle che vi consiglio, scelte tra quelle adatte ad un piccolo studio casalingo.

Movian Vättern – Scrivania con 3 cassetti

Semplice, robusta e funzionale.

Dim. 152,4 x 60 x 76 cm


Rivet, Scrivania da Pc

Sobria, elegante e dimensioni contenute.

Dim. 123 x 57 x 79 cm


WOLTU TSG26hei Scrivania per Computer

Essenziale e funzionale di dimensioni contenute.

Dim. 123 x 57 x 79 cm


Sedia ergonomica

Per quanto riguarda la seduta, non ci sono dubbi, dovrete sceglierne una di tipo ergonomico con una buona seduta e che consenta di mantenere la schiena eretta. Anche se il suo acquisto è generalmente abbastanza oneroso, se si lavora tante ore seduto è indispensabile!

Tenete conto che una buona sedia ergonomica, concepita per dare un buon supporto lombare, contribuirà a ridurre l’insorgere di mal di schiena e a mantenere una maggiore concentrazione con un conseguente aumento della produttività.

È importante che la sedia abbia la possibilità d’impostare a proprio piacimento l’altezza della seduta. Meglio se si può regolare anche l’inclinazione dello schienale perché ciò permette di avere una seduta più comoda. Impostando la giusta inclinazione, non si è costretti ad inarcare in maniera sbagliata i muscoli del collo per vedere meglio il monitor del computer.

Tra le tante disponibili in commercio vi segnalo queste in particolare.

ErgoHuman Plus

Migliore sedia ergonomica perfetta per prevenire il mal di schiena.

Hara Sedia

Migliore sedia ergonomica posturale per una seduta attiva e dinamica.

Songmics OBG71B

Migliore sedia ergonomica dal rapporto prezzo qualità.

La scelta alternativa di questa particolare seduta è senza dubbio la PROCOMFORT MIRUS ricca di tante regolazioni impossibile non trovare quella più comoda adatta alla propria corporatura.

Alternativa a questa sedia posturale è un’altro progetto di sedia rivoluzionario: la Varier THATSIT evoluzione della sedia Varier Variable di cui ho fatto una completa recensione qui.

Un prodotto adatto alle “tasche più piccole”, (io uso questa) affidabile e di qualità. Se si vuole spendere ancora meno alternativa valida che vi consiglio è la sedia ergonomica Femor.

Vi consiglio di completare la coppia scrivania – sedia con un poggia piedi da posizionare sotto il piano di lavoro. Questo conferisce maggiore sollievo a gambe e schiena. La minor pressione esercitata sulle gambe aiuta la circolazione del sangue e riduce la pressione sulla parte bassa della schiena e delle ginocchia.

Lampada da scrivania

La lampada da scrivania fa parte della dotazione essenziale della postazione di smart working, visto che l’illuminazione dello spazio di lavoro è un altro punto fondamentale da curare con attenzione.

Lavorare con la sola luce del lampadario o della finestra non è sempre una buona scelta- Tra l’altro lavorare in ambienti poco illuminati, con il monitor come principale fonte di luce, affatica la vista al punto da arrecare stanchezza, mal di testa e visione offuscata.

Lampada da Scrivania LED, TaoTronics –caratteristiche qui

Meglio acquistare per il vostro ufficio domestico anche una lampada da scrivania. Una fonte di luce soffusa, oltre a non affaticare gli occhi rende il lavoro meno stressante.

Io ho acquistato su Amazon quella di TaoTronics. Pratica da utilizzare, fa una bella luce con 6 modalità di illuminazione e 5 livelli di luminosità da poter selezionare a proprio piacimento ed è anche dotata di spegnimento automatico programmabile e di una pratica presa per la ricarica del cellulare. Eccellente!

Monitor PC e protezioni per la vista.

Per proteggere gli occhi è necessario anche l’acquisto di un buon monitor. Lavorare davanti allo schermo può essere molto stancante se utilizzate un monitor non idoneo.

BenQ GW2780 – caratteristiche tecniche.

Gli elementi di cui tenere conto sono; la giusta risoluzione e le dimensioni dello schermo. Riguardo quest’ultimo, vi dico che un monitor di dimensioni più grandi è indispensabile solo se si utilizzano più programmi contemporaneamente.

Altra importante caratteristica è la presenza di un filtro per la luce blu per ridurre l’affaticamento degli occhi. Consigliatissimo il monitor da 27″ BenQ GW2780 dotato di display IPS full HD e regolazione intelligente della luminosità a seconda dei contenuti a schermo e delle condizioni di luce ambientali. In oltre la tecnologia eye-care filtra la luce blu in modo adeguato.

L’acquisto di un monitor di questo tipo è veramente consigliato per chi fa smart working, ma se volete utilizzare il vecchio monitor che avete perché ancora buono, vi consiglio di comprare un paio di occhiali da computer per proteggere gli occhi dalla luce blu. Pratici e performanti quelli che ho scelto per me, facili da inforcare sulle lenti da vista che porto.

Altre dotazioni per tutelare la salute dello smart worker.

Naturalmente esistono poi una serie di accessori adatti a risolvere diversi problemi che possono causare danni come ad esempio il famigerato tunnel carpale che affligge comunemente gli “utilizzatori intensivi” di mouse e tastiere.

Lo stress del polso e causa di dolori e infiammazioni che rendono la vita dello smart worker difficile. I poggia-polsi sono utili per porvi rimedio con una piccola spesa. esistono quelli integrati al tappetino del mouse e quelli da applicare alle più comuni tastiere. Vi consiglio di acquistarli in coppia!

Nonostante l’uso dei poggia-polsi lo spettro delle infiammazioni ai tendini, in chi usa tanto mouse e tastiera, è tutt’altro che scongiurato se non si adoperano delle periferiche ergonomiche. Consigliatissimi sono i mouse verticali, o quelli con trackball, e le tastiere con disposizione ergonomica dei tasti.


Logitech MX Vertical Mouse – caratteristiche

Io per me ho scelto il mouse verticale MX di Logitec, essendo questa marca una sicurezza. Pile ricaricabili che durano tantissimo, tanti setting possibili e facili da mettere a punto, ed un eccellente ergonomia, almeno “per la mia manona”, queste le caratteristiche.

Il mouse l’ho abbinato ad un tappetino con cuscinetto in gel, mentre per la tastiera mi sono orientato su quella di Microsoft, una delle poche aziende rimaste a produrre tastiere veramente ergonomiche e con layout italiano, forse perché in Italia sono poco richieste per la loro forma strana e per un ingombro non proprio minimale.


Microsoft L3V-00013 Sculpt Comfort Desktop

Le tastiere ergonomiche sono davvero utili per chi scrive tantissimo. Dopo aver fatto l’abitudine alla loro strana disposizione dei tasti, ci si rende conto di subire un minor affaticamento di polsi e mani e di acquisire una maggiore velocità di scrittura. Insomma sono salutari e produttive!

Se, piuttosto che un PC fisso, utilizzate per il vostro lavoro un laptop sentirete la necessità di sollevarlo per portare il suo display ad “altezza occhi”. Per questo è necessario un lap-desk, cioè di un supporto che solleva il portatile alla giusta altezza. Questa se ben regolata permette di evitarvi problemi alla cervicale.

Poiché, come appena detto, lavorare con lo schermo posizionato più in basso dello sguardo può dare problemi di cervicale, per chi lavora al PC anche stando in piedi è raccomandato l’uso di Standing Desk Converter, un accessorio che permette di alzare lo schermo e la tastiera del PC per poterci lavorare anche in piedi. Tale rialzo regolabile è comunque consigliato a tutti, visto che stare troppe ore seduti è deleterio per la salute.

Oltre a quanto detto fin qui, non possono mancare per completare una buona postazione per lo smart working:

Una stampante, meglio se multifunzione, cioè che stampa, fotocopia e scannerizza! Possibilmente anche dotate di wifi-direct per poter stampare da qualsiasi dispositivo. La mia scelta: una Epson Expression Home XP-3100 preferita per la qualità di stampa e per la gestione semplice.

Una webcam per le chiamate su Skype o le conferenze su Zoom, possibilmente con un buon microfono incorporato e qualità video full HD. Ho scelto la Logitech C925-E Business Webcam perché dotata di un copri-obbiettivo che permette di tutelare la privacy dell’ambiente familiare.

In ultimo delle cuffie per isolarsi da altri abitanti della casa che possono disturbare la concentrazione, non è una cattiva idea Poiché mi piace ascoltare musica quando scrivo ed ho una discreta libreria di file flac ad alta definizione ho preferito le cuffie wireless Sennheiser HD 4.50BTNC.

Manca niente? Non mi pare, possiamo cominciare il nostro smart working.

Vasca da bagno: come ritrovare il proprio benessere

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In un periodo particolare come questo, senza relazioni sociali né spostamenti, i comfort nelle nostre case diventano le uniche valvole di sfogo. Tra le stanze più utilizzate, e forse anche tra le meno prevedibili, c’è il bagno che diventa la cornice perfetta per il relax quotidiano e per prendersi cura del proprio corpo.

Vasca da bagno

Nel bagno la fa da padrona sua maestà la vasca da bagno che fa rima con anti-stress. Un caldo ed avvolgente bagno nella vasca consente di scaricare le tensioni e cacciare via tutti i pensieri negativi. In commercio ci sono diversi tipi e forme di vasche da bagno: da quella idromassaggio a quella con cromoterapia, da quella con soffioni massaggianti fino addirittura a quella con musica lounge.

Le moderne vasche da bagno hanno trasformato le nostre case in veri e propri centri benessere a domicilio ed il bagno è l’angolo ideale dove rifugiarsi per combattere lo stress quotidiano e prendersi cura di se stessi. Di seguito alcune tipologie delle vasche da bagno più gettonate del momento.

Vasche idromassaggio

Le vasche idromassaggio sono tra le più apprezzate grazie alle loro peculiari caratteristiche benefiche e terapeutiche. Si possono scegliere con massaggi ad aria e ad acqua, oppure anche combinati. Nel massaggio ad aria si ottiene un flusso rilassante e terapeutico, mentre nel massaggio ad acqua il flusso esce dalle bocchette laterali che sono orientabili per massaggi lombari o plantari.

Il design è completamente personalizzabile per creare una vasca su misura secondo le proprie esigenze funzionali ed estetiche. Sono disponibili le più svariate forme, da quelle ovali a quelle rettangolari fino a quelle tonde per inserirsi alla perfezione in ogni spazio. All’occorrenza si possono inserire nella vasca anche poggiatesta e braccioli per rendere la seduta ancora più comoda e confortevole. Queste tipologie di vasche hanno un effetto benefico per la mente ma anche per il corpo, poiché il flusso d’acqua dilata i vasi sanguigni favorendo una migliore circolazione, tonifica i muscoli e rende la pelle più elastica.

Le vasche con idromassaggio sono la soluzione ideale anche per recuperare rapidamente da piccoli traumi come contusioni, distorsioni o contratture. Il calore infatti dilata i pori facilitando l’assorbimento di sostanze benefiche, come sali ed estratti vegetali, da parte della pelle.

Vasche con cromoterapia

Sempre più vasche idromassaggio dispongono anche della cromoterapia, una tecnologia che innalza ulteriormente il livello di benessere e piacere personale. Il bagno diventa davvero un momento unico di relax che consente di eliminare con un colpo di spugna tutto lo stress accumulato nel corso della giornata e ritornare ad uno stato primordiale di benessere psicofisico.

Vasca da bagno

La cromoterapia è associata alla terapia del colore, conosciuta ed utilizzata dagli antichi Greci fino alle popolazioni dell’Estremo Oriente. La cromoterapia sfruttando l’energia e la potenza dei colori ripristina l’equilibrio mentale e fisico.

I colori maggiormente usati che hanno un grande impatto sulla mente sono: rosso (caldo e capace di agevolare la circolazione sanguigna, l’azione respiratoria e l’azione nervosa), blu (sinonimo di freddo per restituire calma e serenità), giallo (distensivo e finalizzato a favorire la crescita del tono muscolare e la digestione).

Si può optare per un unico faretto multicolore, che alterna l’emanazione dei colori secondo le proprie esigenze, oppure per mini-led che accompagnano la discesa dell’acqua per un effetto davvero magico e rilassante.

Vasche con soffioni massaggianti

I soffioni massaggianti sono accessori sempre più diffusi e consentono di direzionare e scegliere la tipologia di massaggio più adatta alle proprie necessità. Ogni modello è dotato di diversi tipi di getti e spruzzi, dando così la possibilità di scegliere una sola tipologia di getto massaggiante oppure di alternarli per tonificare e rinvigorire ogni parte del proprio corpo. Questi accessori sono molto versatili poiché si adattano perfettamente a vasche, docce e vasche-docce. I modelli più sofisticati e tecnologici possono essere integrati anche con effetti cromoterapeutici così da rendere la doccia ancora più rilassante. In termini di estetica e di design l’offerta è particolarmente ampia per conferire un tocco estetico e di continuità stilista al bagno.

Vasche con musica lounge

L’ultima frontiera della tecnologia in bagno è la vasca da bagno con musica lounge, ma ognuno può scegliere le sue canzoni preferite. Un sofisticato sistema è in grado di trasformare la vasca in una cassa di risonanza, generando un suono gradevole e delle particolari vibrazioni musicali che vengono percepite sia dalla pelle che dalle orecchie. La terapia del suono, o musicoterapia, può quindi associarsi alla cromoterapia ed all’idromassaggio per trasformare il bagno in una vera area spa.

Per conoscere tutte le principali novità delle vasche da bagno basta collegarsi al sito delle Sorelle Chiesa, un’azienda che opera ormai da diversi anni in questo settore. I clienti hanno a disposizione un’offerta molto ampia per trovare la soluzione più adatta in base alle proprie preferenze, così da vivere un’esperienza di relax unica ed entrare nel paradiso del benessere ogni volta che si fa un bagno.

7 idee per arredare un bagno piccolo

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Quando ci si accinge ad arredare un bagno piccolo bisogna fare i conti con la necessità di non sovraccaricare gli spazi: poiché la metratura è limitata. Occorre mettere in atto tutte le accortezze indispensabili per non rimpicciolire ancora di più la superficie a disposizione. Si tratta, insomma, di puntare su idee che garantiscano una sensazione di libertà, leggerezza e ampio respiro. Le opzioni che meritano di essere prese in considerazione sono molteplici: per esempio i mobili per bagno a terra collocati negli spazi morti come il sotto lavandino, ma anche il ricorso ai colori chiari per le pareti. Ecco, quindi, 7 idee per arredare un bagno piccolo con successo.

idee per arredare un bagno
Photo by Chastity Cortijo on Unsplash

1 Scegliere i sanitari giusti.

Per arredare bene un bagno di piccole dimensioni occorre riflettere con attenzione sulle specifiche caratteristiche dello spazio su cui si deve intervenire. Evitate di seguire le mode del momento, non sempre si adattano alle esigenze di spazi limitati. Per esempio, un modo per guadagnare centimetri è quello di scegliere con cura i sanitari, non rinunciando a quelli caratterizzati da forme innovative qualora essi si dimostrino delle efficaci soluzioni salvaspazio. In vista dell’acquisto di nuovi sanitari, una buona idea può essere quella di consultare le offerte online: In quelle presenti sul sito di Idroclic, è possibile trovare tante piccole soluzioni innovative per reinventare il proprio bagno. Nessun dettaglio deve essere lasciato al caso: è opportuno che i sanitari siano facili da pulire e richiedano, nel complesso, una manutenzione semplice.

idee per arredare un bagno
Photo by Andrea Davis on Unsplash

2 Organizzare le mensole bagno.

Sfruttare lo spazio in verticale è una necessità da cui non si può prescindere se lo spazio è veramente ridotto. Un valido aiuto arriva dall’impiego di mensole bagno, accessori che troppo spesso vengono sottovalutati, ma che in realtà contribuiscono a rendere gli ambienti più piacevoli e soprattutto meglio organizzati. Le mensole possono essere sfruttate per tenere in ordine le creme, i pettini, i trucchi, i saponi e magari qualche libro da leggere in intimità.

3 Rendere l’ambiente bagno un luogo piacevole.

Tra le idee per arredare un bagno di piccole dimensioni, questa è quella che non si deve assolutamente sottovalutare. Anche se un bagno è piccolo, non è detto che per questo non possa risultare gradevole e accogliente. Il segreto sta nel curare tutti i particolari, selezionando i giusti accessori. Spesso basta veramente poco: una candela profumata da tenere accesa quando si fa il bagno, un collage di foto da appendere a una parete, oppure una pianta vicino alla finestra, purché questa sia adatta per questo ambiente ricco di umidità. Siate creativi!

4 Far sembrare il bagno più grande.

La principale necessità per chi deve arredare un bagno di piccole dimensioni è quello di provare a farlo sembrare più grande di quanto realmente non sia. Sono numerosi i consigli in questo caso, primo fra tutti impiegare uno specchio di grandi dimensioni, che aumenta la sensazione di ampiezza degli spazi. Se lo si apprezza, perfino uno specchio a tutta parete è utile per la sensazione di profondità che garantisce.

Per moltiplicare i volumi, almeno a livello di percezione, è utile puntare sulle tonalità cromatiche più chiare, non solo per le pareti ma anche, per esempio, per le mensole bagno. I rivestimenti continui, come quelli in resina, sono sempre da preferire. Non è proibito optare per un pavimento decorato in chiaro-scuro, ma sempre a condizione che il mood complessivo sia improntato alla luminosità. In generale, è consigliabile fare entrare la maggiore quantità possibile di luce naturale.

5 Tenere il bagno in ordine.

Può sembrare banale, ma in realtà non lo è, un bagno in disordine rischia di apparire molto più piccolo rispetto a uno ordinato. Gli spazi appaiono gestiti in modo sbagliato e l’aiuto dei mobili per bagno a terra e delle mensole si rivela determinante. Con questi si è in grado di ridurre gli ingombri, è più facile avere spazio a disposizione e poter godere di una maggiore libertà di movimento. Vietato lasciare in giro lo shampoo e il dentifricio; quando ci si cambia ogni vestito va rimesso a posto; gli asciugamani sporchi devono finire nel cesto del bucato, e così via.

6 Aguzzare l’ingegno.

Per arredare spazi limitati occorre fare di necessità virtù. Interessanti idee arredare un bagno poco spazioso sono per esempio, l’impiego dei termoarredi non solo per scaldare la stanza, ma anche per appendere un accappatoio o un asciugamano, per i quali dunque non ci sarà bisogno di uno spazio ad hoc. Un’altra idea è quella di utilizzare la superficie della lavatrice come un ripiano su cui appoggiare i trucchi, la lacca, il gel per i capelli, eccetera.


7 Scoprire il valore delle nicchie.

L’ultimo consiglio che va tenuto a mente è quello di ricavare, laddove è possibile, delle nicchie, proprio per sfruttare al massimo tutti gli spazi. Con una superficie modesta bisogna imparare a giocare con gli spazi e a sfruttare gli incastri come se si stesse componendo un puzzle. Tutto questo facendo attenzione a lasciare comunque degli angoli vuoti per non creare un ambiente troppo opprimente.

idee per arredare un bagno
Photo by Phil Hearing on Unsplash

Conclusioni.

Come abbiamo visto, bastano veramente qualche accortezza e un po’ di creatività per trasformare il proprio bagno da “sgabuzzino disordinato” a piccolo angolo di paradiso dove rifugiarsi a fine giornata. Sono sufficienti pochi gesti: una candela profumata, un bel libro, un bagno caldo con i sali e tante bolle, ed è fatta. Parola d’ordine: decomprimere!

Bagno nuovo, piastrelle nuove!

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Il mondo delle piastrelle bagno è davvero immenso, ma per fortuna il web e le riviste di settore ci ispirano continuamente con bellissime immagini da cui possiamo prendere spunto per arredare la nostra casa. Su Pinterest, ad esempio, ci sono album interi dedicati al mondo dell’arredo bagno che sono davvero un ottimo strumento per farsi almeno un’idea generale su cosa ci piace e cosa no.

piastrelle bagno

Anche gli e-commerce di arredo bagno sono un’ottima fonte di ispirazione: ci si collega comodamente dal divano di casa e si studia la gamma prendendosi tutto il tempo che serve. Marazzi ceramiche su acquaclick.com è una vetrina assolutamente completa delle piastrelle da interno ed esterno, dei rivestimenti e dei mosaici di Marazzi. Oltre a consultare le varie collezioni e scegliere anche in base a colori e formati, sul sito è disponibile un configuratore di piastrelle gratuito per cimentarsi nell’arte della progettazione. È molto semplice, il risultato finale è il render della stanza con la quantità esatta delle piastrelle che servono.

Piastrelle: istruzioni per l’uso.

Esistono due tipologie di piastrelle: quelle da posare sul pavimento e quelle da posare sul muro, chiamate in gergo tecnico rivestimento. Per semplificare vengono comunque prodotte piastrelle che possono essere usate per entrambe le posizioni. Il “bon ton” dell’arredo bagno vuole che la piastrella del pavimento e quella del rivestimento siano diverse e che sui muri vengano inseriti dei decori per smorzare la monotonia.

Se fino a qualche anno fa il decoro era una sorta di greca che andava ad abbellire la parte alta del muro e girava tutto il perimetro della stanza, ora si posiziona su larghe porzioni di muro: ad esempio nelle pareti della doccia, dietro ai sanitari o dietro al lavabo. Questo a favore di un ambiente che si presenta più dinamico e contemporaneo dove alcuni punti specifici hanno maggiore evidenza.

piastrelle bagno

Abbiamo scelto un mobile particolarmente bello e di design? Andremo a metterlo in evidenza piastrellando il suo sfondo con una piastrella che stacca completamente dal resto del rivestimento. Non deve necessariamente avere un decoro, basta solo che stacchi dal resto.

Che piastrelle vanno di moda?

Tra le novità che piacciono molto sia agli arredatori che ai padroni di casa c’è il grès porcellanato, che è perfettamente a suo agio anche in bagno! Il gres si ottiene tramite la lavorazione di argille ceramiche che mischiate a feldspati, caolini e sabbia permettono di ottenere un materiale molto resistente agli agenti atmosferici, alle rotture per sbalzi termici e anche molto poco assorbente.

In particolare, il gres porcellanato effetto legno è molto amato anche in bagno perché rende l’ambiente più caldo e armonioso e mette ancora più in risalto il bianco della ceramica dei sanitari. Immaginate le piastrelle Marazzi di cui abbiamo parlato prima realizzate in un bell’ effetto legno: le posizioniamo sia nell’angolo della doccia che dietro ai sanitari in ceramica bianca… non ci si sente già rilassati e in pace col mondo?

piastrelle bagno

Un’altra soluzione ever green è l’accoppiata bianco e nero. È un classico che non tramonta mai e la parete nera, che può sembrare un azzardo, fa risaltare ancora di più i sanitari bianchi e le cromature della rubinetteria. E una parete in mosaico nero per la doccia? L’effetto è strepitoso, provare per credere!

Un altro effetto molto bello e ricercato è quello che viene dato dalle piastrelle effetto pietra. Una buona soluzione potrebbe essere di abbinare questa piastrella dallo stile un po’ rustico con sanitari e mobili super moderni: si crea così un ambiente con contrasti molto particolari e ricercati.

Pose e finiture

Una volta scelta la piastrella ci si può sbizzarrire sulla posa e sulla finitura. Le possibilità di posa sono davvero tante e basta seguire qualche semplice trucchetto per far risaltare ancora di più l’ambiente. Se avete un bagno piccolo scegliete i grandi formati o quelli stretti e lunghi: lo spazio sembrerà magicamente il doppio del reale! In alternativa si può anche scegliere una posa in diagonale. Se invece avete a disposizione grandi spazi, potete sbizzarrirvi con formati particolari, colori e piastrelle decorative anche molto sgargianti.

Una volta scelta la posa si può decidere se abbinare alle piastrelle uno stucco in tinta oppure a contrasto, in base al gusto personale. Lo stucco a contrasto con la piastrella, ma in tinta con qualche elemento dell’arredamento, ha un effetto “wow” assicurato.

Illuminare il giardino: consigli utili.

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Con l’arrivo della bella stagione aumenta il desiderio di trascorrere serate all’aria aperta a contemplare cieli stellati. Il giardino rappresenta lo spazio perfetto per chi vuole condividere questi scenari consumando un aperitivo o una cena con i propri ospiti. Ecco alcuni consigli per allestire il giardino come una zona relax-pranzo all’aperto, ben arredata e perfettamente illuminata.

Illuminare il giardino
Photo by Wyatt Ryan on Unsplash

Illuminare il giardino correttamente diviene fondamentale per creare l’atmosfera giusta. Inserire punti luce originali ed accattivanti renderà più suggestivi gli spazi esterni dell’abitazione dove si potrà così godere di momenti di convivialità. Come fare ve lo spiego in questa guida sull’illuminazione esterna. Oltre a trovare tanti consigli per una progettazione perfetta che vi permetta di contenere la spesa grazie ad idee fai da te, potrete leggere anche come realizzare un’illuminazione da giardino sfruttando le tante offerte di lampade da giardino disponibili sul mercato. Per questo vi consiglio di consultare il volantino Leroy Merlin, che costituisce una buona soluzione per iniziare a risparmiare.

Progettazione dell’illuminazione da giardino.

Sia che stiate organizzando un grande giardino o un piccolo spazio esterno, come un patio o un terrazzo, non potete certo trascurare un’illuminazione che valorizzi ogni spazio con effetti di luci ed ombre.

Suddividere il giardino in aree.

La prima cosa da tenere in considerazione è la suddivisione degli spazi del giardino in aree, poiché ognuna di esse necessiterà di una specifica illuminazione. È bene quindi distinguere due tipi di illuminazione da giardino: l’illuminazione funzionale e quella d’effetto, ovvero l’illuminazione scenografica.

Tutte le luci del giardino contribuiscono all’atmosfera generale, ma è meglio procedere illuminando prima di tutto le aree funzionali del giardino: percorsi, ingressi, patii, piscine ecc… Poi si può passare a quelle più suggestive: particolari alberi o piante, strutture architettoniche come muri, ringhiere, fontane e così via.

Illuminazione funzionale del giardino.

L’illuminazione funzionale è necessaria per rendere vivibile e sicuro uno spazio esterno nelle ore serali.

Percorsi, accessi e viali carrabili.

In giardino è fondamentale illuminare i percorsi. Questi vanno sempre evidenziati, anche con luci non di forte intensità.

Per i vialetti si possono realizzare dei fori per posizionare dei piccoli faretti segna-passo. A seconda della loro disposizione, i percorsi possono essere illuminati anche con faretti incassati a muro, oppure con delle lampade da giardino da terra.

Per quanto riguarda le lampade da giardino da terra, è possibile trovare diverse soluzioni: da quelle ad energia solare, che si caricano durante il giorno e si accendono la sera a costo zero, a quelle che si accendono al passaggio di una persona, grazie ad un sensore che poi le spegne automaticamente. Le lampade ad energia solare, essendo senza fili e funzionando senza corrente elettrica, sono molto utili, oltre che per risparmiare corrente, per essere installate là dove non è stato previsto un collegamento all’impianto elettrico.

Illuminare il giardino

Oltre che illuminare correttamente i percorsi pedonali, è necessario illuminare bene anche altre zone funzionali del giardino come porte, cancelli, citofoni e viali carrabili. Questi punti possono essere illuminati con lampade a parete o con lampioni da giardino. Sia le applique che i lampioni sono disponibili sul mercato in tanti modelli e stile. Le lampade a parete sono discrete ed efficaci, adatte per essere collocate sui muri perimetrali di un giardino chiuso, ma anche per illuminare balconi e terrazzi. I lampioni da giardino, un classico dell’illuminazione in esterni, sono, perfetti per illuminare parcheggi e viali carrabili. I lampioni sono disponibili in diverse altezze, che va scelta in base all’ampiezza della zona da illuminare. Più grande è l’area, maggiore sarà l’altezza del lampione.

Per entrambe le tipologie non mancano i modelli ad energia solare o con accensione e spegnimento automatizzate con un sensore di movimento.

Aree conviviali e di aggregazione.

Anche il patio, la piscina, il gazebo e tutte le altre aree più frequentate del giardino vanno ben illuminate affinché siano ben visibili e si possa utilizzarle in modo sicuro.

Alcune di esse necessitano di luci con intensità diversa: ad esempio l’area del gazebo va ben illuminata nella zona cottura con un punto luce posizionato in modo che non faccia ombra sulla griglia.

I tavoli da pranzo, anche all’esterno, necessitano di luce diretta: una sospensione che illumini il tavolo da sopra è perfetta.

Illuminazione scenografica.

L’illuminazione scenografica è quella che occorre per evidenziare gli elementi architettonici e le piante presenti in giardino. Con questa, attraverso un sapiente gioco di luci ed ombre è possibile creare suggestive atmosfere.

Tra le fonti di luce scenografiche particolarmente interessanti sono le luci delle piscine e gli elementi di arredo luminosi.

Tenete conto che oltre al ruolo estetico delle luci in giardino, queste devono essere funzionali per poter fruire al meglio gli spazi esterni e anche per la sicurezza della casa.

Individuare gli elementi da illuminare.

Foto di Ron Porter da Pixabay

Ogni area del giardino deve essere illuminata a seconda degli elementi presenti: arredi, alberi e piante varie. Dosate i punti luce con parsimonia e ponete particolare attenzione principale a piante e grossi arredi, come sedute, vasi, tavoli. Mentre è da ignorare tutto ciò che è sgradevole. In buona sostanza meglio illuminare solo le parti migliori del giardino tenendo conto che anche una luce di poca intensità è di particolare effetto al buio.

Per capire quali aree del giardino meritano di essere illuminate al meglio, vi consiglio di utilizzare una torcia e di illuminare nelle ore serali le varie zone che avrete individuato, facendo attenzione a vasi, piante, e arredi vari. Ciò è utile anche per verificare le diverse possibilità per un miglior effetto scenografico.

Illuminare alberi e piante.

Per realizzare un’illuminazione scenografica perfetta del vostro giardino dovrete tenere in considerazione gli alberi e le piante in esso presenti. A seconda della tipologia di albero e dell’effetto che si desidera ottenere va scelta la luce giusta.

Gli alberi che meglio si prestano a creare particolari effetti sono quelli che hanno una corteccia dalla texture interessante, come conifere, ulivi o betulle.

In questi casi un faretto potente posto alla base della pianta riesce a creare un intrigante gioco di luci e ombre attraverso i rami dell’albero. La luce deve però sempre essere posta in modo da non abbagliare l’osservatore. Condizione che lo costringerebbe a volgere lo sguardo altrove.

Illuminare il giardino e spendere poco.

Prodotti originali ed economici per illuminare il giardino certo non mancano, come ho detto all’inizio di questo post. L’importante è scegliere quello adatto a trasformare il vostro spazio giardino in un prolungamento della casa durante le serate estive.

Per risparmiare anche sulla bolletta, ricordate di scegliere un’illuminazione da giardino a LED, meglio se questa si attiva automaticamente grazie a dei sensori di movimento. Le lampade poi con pannelli solari incorporati vi permettono di avere costi energetici pari a zero.

Illuminazione da giardino fai da te.

Un’altra possibilità di risparmio è offerta dalle creazioni fai da te con le quali è possibile riciclare oggetti che diversamente finirebbero nelle spazzatura. Senza contare che in questo modo è possibile realizzare un’illuminazione particolare più adatta alle proprie esigenze di stile.

Photo by Javier Graterol on Unsplash

Le soluzioni sono tante, basta dare libero sfoga alla fantasia. Lattine e barattoli di vetro possono essere trasformate in delle simpatiche lanterne. Per chi è appassionato di fai da te e riciclo creativo ho inserito alcune immagini a cui ispirarsi.

Sicurezza.

Come ultima cosa vi raccomando di prestare attenzione alla sicurezza delle lampade con le quale decidete di realizzare l’illuminazione del vostro giardino. Assicuratevi che queste siano certificate per l’utilizzo all’esterno, cioè avere un grado di protezione IP 55, contro acqua, umidità e polvere.

Una guida per scegliere il forno ad incasso.

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Acquistare il forno ad incasso perfetto per il proprio fabbisogno può essere cosa complicata, specie se non si ha idea di quale sia quello che meglio risponde alle proprie abitudini in cucina. Se non volete fare un acquisto di cui potreste pentirvi, vi consiglio di leggere questa guida su come scegliere il forno ad incasso.

Disponibili in diverse tipologie e con tantissime funzioni i forni ad incasso per vani standard di 60 e 90 cm, sono quelli più diffusi perché molti utenti preferiscono integrare questo elettrodomestico nella propria cucina componibile. L’installazione può essere fatta sotto i fuochi, oppure in colonna ad una più comoda “altezza occhi”.

A gas o elettrico?

La prima selezione da compiere riguarda il tipo di alimentazione del forno:

… è meglio un forno a gas, o uno elettrico?

Conosco bene questa questione e so già che tra di voi vi sono estimatori e denigratori dell’uno o dell’altro sistema, se non addirittura vere forme di antipatia. Tuttavia, sia i forni a gas che i forni elettrici, presentano entrambi svantaggi e vantaggi e la scelta giusta dipende dalle vostre preferenze personali e in definitiva dalle vostre abitudini in cucina.

Conoscere pregi e difetti di entrambi i tipi vi aiuterà a scegliere il forno ad incasso ideale.

Una volta disponibili con pochissime funzioni, i forni a gas di vecchia concezione erano in molti casi pericolosi. Oggi questi sono poco utilizzati e la maggior parte dei forni che si trovano in commercio sono alimentati da energia elettrica e dotati di tante funzioni da selezionare a seconda del tipo di pietanza che si vuole preparare.

Forno a Gas – pro e contro.

scegliere il forno ad incasso

I forni a gas funzionano grazie ad un bruciatore posizionato generalmente in un una cavità in basso nel forno. Questo trasmette il calore generato, prima per irraggiamento, poi, grazie ai moti convettivi d’aria calda, per convezione. Il bruciatore, subito dopo la sua accensione, eroga il massimo di potenza fino al raggiungimento della temperatura desiderata. Solo allora si attesta su una temperatura minima che verrà mantenuta costante per tutto il tempo della cottura. I frequenti sbalzi di temperatura di tale sistema rendono il forno a gas inadatto per la cottura di particolari pietanze, come biscotti, dolci o pizza.


PRO

  • Utilizzano una risorsa energetica più economica dell’elettricità.
  • La cottura nel forno a gas è più “umida” rispetto a quella negli apparecchi elettrici. Ciò riduce il rischio di far seccare gli alimenti in cottura, per tale motivo sono tra i forni preferiti per la cottura del pane.

CONTRO

  • Prezzo d’acquisto più costoso.
  • Scelta limitata di modelli e di funzioni disponibili
  • Installazione più complessa che prevede impianti di alimentazione e griglie di evacuazione dei gas incombusti appositamente realizzati.
  • Pericolosità dovuta alla possibilità di fughe di gas. I forni di recente produzione sono dotati per obbligo di legge di un dispositivo che previene gli incidenti da fughe di gas.
  • La cottura richiede la rotazione dei cibi a causa di una distribuzione irregolare del calore.
  • Difficoltà a mantenere costante la temperatura di cottura. I modelli più recenti sono dotati di termostato per ridurre questo problema.

Forno Elettrico, pro e contro.

I forni elettrici sono dotati di due resistenze posizionate in alto e in basso. Nella parte superiore si trova anche un grill utile per dorare i cibi. Si tratta di elementi che possono essere azionati separatamente, o insieme, a seconda del tipo di cottura che si vuole eseguire. Le modalità principali di cottura di un forno elettrico sono sostanzialmente tre: statica, ventilata e con grill. L’utilizzo in modalità statica è adatta per la cottura di piatti tradizionali, ad esempio, gli arrosti. In questa modalità il calore si diffonde per convezione naturale. Alcuni modelli più semplici prevedono questa come unica modalità oltre l’impiego eventuale di un grill.

Forno incasso Termoventilato SF64M3TVX
Forno incasso elettrico Electrolux FQ53X

Forni elettrici ad incasso, tipologie in commercio.

I forni multifunzione sono dotati di una ventola che distribuisce il calore prodotto dalle resistenze. La cottura dei cibi sarà meno aggressiva, particolarmente adatta per gli impasti lievitati e per i dolci.

I forni termo-ventilati si caratterizzano per una terza resistenza circolare posta nella parte posteriore del forno che in combinazione alla ventola, concentrica ad essa, consente di cuocere contemporaneamente diversi tipi di cibi su diversi livelli senza che si mescolino sapori e odori.

A queste modalità di cottura se ne aggiungono tante altre in base al modello. Nel caso occorre valutare, a seconda delle proprie esigenze e necessità, la presenza di determinate funzioni e programmi di cottura. Vi consiglio, per evitare una spesa alta e magari inutile, di scegliere un modello che risponda all’uso reale che ne farete.

PRO

  • Costo di acquisto meno costoso (nei modelli più semplici).
  • Scelta ampia di modelli.
  • Installazione e funzionamento semplice.
  • Distribuzione più uniforme del calore nei modelli ventilati.
  • Mantenimento costante della temperatura.
  • Disponibilità di maggiori funzioni di cottura e di tecnologie all’avanguardia.

CONTRO

  • Maggiore costo energetico.
  • La ricchezza di funzioni può disorientare l’utente meno esperto.
  • Non tutte le funzioni risultano veramente utili.

Considerazioni sull’alimentazione dei forni ad incasso.

Dal punto di vista economico l’alimentazione a gas risulta più conveniente rispetto a quella elettrica, ma i forni a gas hanno prezzi un po’ più alti rispetto a quelli elettrici a causa del loro maggiore costo di produzione. Probabilmente questo è il motivo per cui si privilegia la costruzione di forni ad incasso ad alimentazione elettrica.

Nonostante i vantaggi energetici, è preferibile per motivi pratici acquistare un forno elettrico, più semplice da istallare e da usare rispetto quello a gas, senza contare le moltissime funzioni e opzioni di cottura di cui i forni elettrici sono dotati.

Solo se prevedete un uso intenso può essere economicamente vantaggioso acquistare un forno a gas. In tal caso, per la vostra sicurezza, prendete in considerazione l’acquisto di un dispositivo per rivelare la presenza di monossido di carbonio nell’aria.

Scegliere il forno ad incasso – a cosa prestare attenzione.

Indipendentemente dal tipo di alimentazione che sceglierete e dalle funzioni che preferirete vi consiglio, al momento dell’acquisto, di prestare attenzione ad alcuni dettagli che possono sembrare banali, ma sono tutt’altro che irrilevanti:

  1. Verificate che si riesca a vedere bene l’interno del forno.

    Provate a guardare dentro il forno attraverso la portina chiusa. Vedete facilmente attraverso il vetro? L’interno è ben illuminato?
    Questo è un aspetto di fondamentale importanza, poiché vedere chiaramente il cibo che sta cucinando vi consentirà di tenere sotto controllo il progredire della cottura.

  2. Controllate che la lampadina interna sia facilmente accessibile.

    I forni sono costruiti in modo da integrare una luce al loro interno. Si tratta di una lampadina che va sostituita quando si fulmina. Accertatevi che tale operazione si compie agevolmente.

  3. Guardate bene se è possibile smontare il vetro per una pulizia efficace.

    In molti forni è possibile rimuovere i vetri della portina per effettuare la pulizia. Cosa particolarmente utile quando si tratta di rimuovere della sporcizia che si è accumulata col tempo.

  4. Accertatevi che il forno disponga dei sistemi di cottura e delle funzioni indispensabili.

    Ventilazione e funzione grill, oltre che una funzione per lo scongelamento dei cibi, sono essenziali, così come la presenza di un termostato regolabile e di un contaminuti, che finito il tempo di cottura impostato vi avvisi con un segnale acustico.
    Non mancano modelli più sofisticati dalle funzioni particolari che riescono a soddisfare gli utenti più esigenti. I programmi per i dolci, carne, pesce, pane, pizza e cotture a vapore sono disponibili nei modelli più costosi, consigliati solo a chi cucina assiduamente ed è sicuro di utilizzare un apparecchio del genere come merita.
    Prima di scegliere il forno ad incasso leggete sulla scheda tecnica trovate descritte il numero e il tipo funzioni, così come i programmi di cottura e le funzioni aggiuntive; la capacità del forno, espressa in litri (un volume standard è pari a 50 litri); la classe di efficienza energetica e i materiali con cui è realizzato il forno.

  5. Valutate la ricchezza degli accessori inclusi.

    I forni, non solo quelli più economici, sono dotati di accessori spesso abbastanza risicati. In nessun caso non possono mancare una griglia e una leccarda in metallo smaltato per raccogliere il sugo di cottura quando si griglia. A seconda del modello di forno scelto, possono essere forniti anche altri accessori come un girarrosto, una termosonda da inserire negli alimento per rilevarne il livello di cottura interno e regolare di conseguenza la temperatura del forno.

  6. Controllate la classe energetica dell’apparecchio che volete acquistare.

    Acquistate un forno di classe A e A+ cioè a basso consumo energetico se non volete bollette elettriche salate. Un forno classe A consuma per un utilizzo standard, circa 0,80 kW all’ora.
    Per risparmiare energia è consigliabile aprire lo sportello il meno possibile durante la cottura e spegnere il forno qualche minuto prima della fine della cottura in modo da sfruttare l’aria calda residua per gli ultimi minuti.

  7. L’estetica ha la sua importanza.

    I forni ad incasso sono disponibili in una vasta gamma di linee, colori e finiture. In ogni caso è bene scegliere il forno ad incasso con un design in linea con quello della vostra cucina. A seconda dello stile, il materiale del forno può essere l’acciaio smaltato oppure l’acciaio inox. In questo caso preferite finiture facili da pulire e che riducono gli aloni.

  8. Prestate molto attenzione ai requisiti di sicurezza.

    Verificate sul manuale che il forno sia certificato dai marchi IMQ o CE.
    Per la vostra sicurezza e quella dei vostri bambini scegliere il forno ad incasso con porta almeno a triplo vetro di modo che rimanga fredda anche quando il forno è in funzione.
    Assicuratevi anche che il forno sia dotato di ventola tangenziale per proteggere i mobili circostanti dal surriscaldamento.

Funzioni e dispositivi Extra.

Non tutte le funzioni e i dispositivi sono utili, certamente, a seconda dell’uso a cui è destinato il forno, alcune possono essere più utili di altre. Meglio dare un occhiata a quelle più richieste prima di scegliere il forno ad incasso per la vostra cucina.

  • Cottura programmata con un timer col quale gestire orari di inizio e fine cottura, accensione anticipata e spegnimento del forno.
  • Telecontrollo, con il quale è possibile azionare e regolare il forno, anche quando si è fuori casa, tramite internet o il telefono. Questa funzione è disponibile nei modelli di forno più sofisticati.
  • Cottura automatica, grazie alla quale, per mezzo di alcuni sensori, vengono selezionati in automatico le impostazioni di cottura più adatte a seconda della pietanza che si sta preparando. In alcuni modelli le ricette più comuni sono già preimpostate.
  • Spegnimento di sicurezza automatico, interrompe automaticamente il funzionamento del forno dopo 12 ore di inattività quindi anche se uscite e lo dimenticate acceso nessuna paura.
  • Memoria, permette di ricordare una sequenza di diverse fasi di cottura personalizzata.
  • Blocco di sicurezza, per il pannello comandi e lo sportello in modo che non venga aperto e il forno non venga inavvertitamente azionato. Utile per la sicurezza dei bambini e per non cambiare inavvertitamente i programmi di cottura impostati rovinando irrimediabilmente le pietanze.
  • Autopulizia, utile per chi ha poco tempo o voglia da dedicare alla pulizia del forno.
  • Cottura a vapore, che adopera temperature che vanno dai 30°C ai 100°C, per mantenere le sostanze nutritive dei cibi. Gli amanti della cucina sana e dietetica nonché gli estimatori del mangiare bene prediligono questo tipo di cottura disponibile in alcuni modelli di forni di fascia alta.

Conclusioni.

Adesso che siete informati sulle cose importanti a cui fare attenzione per scegliere il forno ad incasso che fa per voi, vi piacerebbe sapere quali sono i forni che reputo migliori per dotazioni e rapporto qualità/prezzo? Leggete questa rassegna!

I migliori forni ad incasso.

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Una selezione dei migliori forni ad incasso in commercio. Visto che gli utenti più esigenti apprezzeranno i modelli più accessoriati, mentre altri privilegeranno aspetti pratici come la facilità d’uso e manutenzione, li ho scelti con caratteristiche diverse tra loro evidenziando quelli che hanno la migliore dotazione e il migliore rapporto prezzo/qualità.

Come scegliere il forno ad incasso.

La prima cosa da fare è capire la tipologia di forno che fa per le vostre esigenze: vi occorre un forno semplice, o piuttosto un forno per utilizzi più complessi? Il mio consiglio, per individuare quello che vi occorre, è quello di leggere, la mia guida “Come scegliere il forno ad incasso”, per avere maggiori informazioni riguardo alle tecnologie e alle funzioni disponibili nelle diverse tipologie di forno ad incasso.

Una volta individuata la tipologia di forno occorre individuare l’acquisto giusto, quello di cui non pentirsi dopo. Per aiutarvi ho redatto una lista dei migliori forni ad incasso selezionati tra quelli più diffusi.

I migliori forni ad incasso selezionati per voi.

Non si tratta di prodotti messi a confronto fra loro, ma di una selezione di articoli dalle caratteristiche più diverse.

Poiché l’utilizzo che si intende fare del forno è determinante per la scelta, ho incluso nella lista alcuni forni adatti per diversi utilizzi. Chi impiegherà il forno prevalentemente per riscaldare pietanze o per preparare cibi precotti avrà esigenze nettamente differenti da chi invece ama cucinare e sperimentare piatti sempre nuovi.

Nella selezione sono presenti sia i prodotti più semplici da utilizzare e dal costo contenuto, che i modelli più accessoriati destinati a chi ha particolare passione e tempo da dedicare alla cucina.

Forno dalle linee classiche, semplice, funzionale.
Il miglior rapporto qualità-prezzo!

  • Classe energetica: A

  • Capacità: 70 l

Forno ventilato molto funzionale, caratterizzato da un design classico che si adatta alle cucine in stile rustico. Le diverse funzioni del forno si impostano attraverso delle semplici manopole meccaniche. La cottura dei cibi è rapida e perfetta, basta seguire le semplici istruzione del manuale d’uso.
Il forno è facile da pulire, grazie alla controporta dotata di vetro estraibile.

Forno in grado di riscaldarsi velocemente e cuocere in modo efficiente.
Il migliore come capienza e versatilità!

  • Classe energetica: A

  • Capacità: 70 l

Il modello è caratterizzato da una capacità che supera del 25% quella di un forno tradizionale, quindi è adatto a soddisfare i bisogni di famiglie di medio-grandi dimensioni.
Riesce a cuocere buone quantità di alimenti diversi grazie alla ventilazione che può essere gestita per la cottura di pizze, torte o arrosti, anche contemporaneamente.

Un forno semplice da usare con una buona dotazione di funzioni.
Rapporto qualità-prezzo eccellente!

  • Classe energetica: A

  • Capacità: 65 l

Garantisce ottimi risultati di cottura grazie alla distribuzione omogenea dell’aria all’interno del forno, che consente di cucinare fino a 3 livelli nello stesso tempo.
Ha 5 funzioni di preparazione: MultiCottura, HotAir 3D, Riscaldamento superiore e inferiore, Grill ventilato, Aria calda delicata, Grill a superficie grande variabile.

Forno con funzione combinata a vapore, facile da pulire.
Per chi ama sperimentare nuovi piatti!

  • Capacità: 72 l

  • Classe energetica:  A+

Forno CombiSteam Multinove dall’estetica molto curata e di grande funzionalità. Un forno multifunzione combinato in grado di cuocere le pietanze a vapore, oltre che con i tradizionali metodi di cottura. 
La funzione acqua cleaning sfrutta il vapore anche per la pulizia della cavità, resa ancora più facile e veloce grazie al particolare rivestimento con smalto Clear’n Clean, che riduce le incrostazioni. 

Un forno molto capiente con tante funzioni e una modalità pizza superlativa.
Il miglior forno per cucinare la pizza!

  • Capacità: 82 l

  • Classe energetica: A

La funzione pizza è capace di andare oltre i 300 C° permettendo di cuocere più porzioni in una sola infornata. Se accoppiato ad una pietra refrattaria, si ottengono risultati incredibili.
Altre dotazioni sono: Dispositivo di Programmazione Touch Control Interattivo, Porta Forno con Soft-Closing, Cottura Multivassoio a 5 Livelli, Pre-Riscaldamento Veloce
Un forno con buone prestazioni non sempre significa che sia buono per la cottura della pizza, non tutti i forni sono all’altezza. Questo, stimato e apprezzato in diversi forum e blog dedicati alla pizza, decisamente lo è!

Forno per cucinare a vapore con tantissime funzioni professionali.

Per veri appassionati!

  • Capacità: 73 litri

  • Classe energetica: A+

Un forno multifunzione tecnologicamente avanzato che dispone della cottura a vapore con tecnologia Gourmet Vapour, con la quale un flusso di calore e umidità permette di mantenere inalterate le caratteristiche nutritive degli alimenti ed esaltare il sapore e la consistenza dei cibi.
Un grande pannello di controllo digitale guida l’utente nella preparazione dei diversi cibi, offrendo informazioni su tempi di cottura, temperatura e permettendo la scelta di varie funzioni automatizzate. Insieme al forno viene fornito come accessorio il Meat Probe, una sonda utile per il controllo della cottura delle carni.

Naturalmente i migliori forni ad incasso dotati delle soluzioni tecnologiche più moderne inevitabilmente hanno un prezzo più alto, ma se comunque si vuole risparmiare non c’è dubbio che il canale più economico sia l’acquisto online.

Macchie di unto sul marmo, come eliminarle.

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In cucina le cadute accidentali sul top di alimenti, sughi untuosi, così come gli schizzi d’olio sono purtroppo inevitabili. Spesso, anche se rimosse immediatamente, tali sostanze vengono ugualmente assorbite dalla porosità della pietra macchiando la superficie in modo indelebile. Se volete scoprire come è possibile togliere queste temibili macchie di unto sul marmo, leggete le indicazioni che trovate in quest’articolo!

Prevenire prima di tutto.

I top della cucina in marmo o pietra naturale, sono certamente quelli tra i più pregiati e belli, però il loro aspetto col tempo purtroppo diventa meno gradevole. Pur essendo questi materiali molto durevoli, sono soggetti a macchie e aloni difficili da eliminare, sopratutto se si tratta di macchie provocate da unto e sostanze grasse.

Se nei piani in granito le macchie di sostanze oleose vengono fisiologicamente assorbite nel tempo e tendono a scomparire, sui marmi queste sono davvero complicate da rimuovere.

In ogni caso che si tratti di top in marmo, pietra o granito, prevenire la formazione delle macchie con la pulizia quotidiana e qualche precauzione che riduca il rischio di macchie ostinate è senza dubbio la cosa migliore da fare.

Ad esempio, se volete farvi un bel piatto di patatine fritte, coprire con dei panni il piano intorno ai fuochi per evitare che schizzi di olio possano danneggiarlo, è cosa buona. Interessante è anche la possibilità di utilizzare un pratico para-schizzi, soprattutto se lo schienale della cucina è in marmo come il piano.

Rimuovere le macchie di unto sul marmo – prodotti pronto uso.

Le sostanze oleose, se penetrano in profondità sono difficilissime da rimuovere. Per togliere queste macchie dai top di marmo si possono usare prodotti specifici come Fila Nospot.

Un liquido da spruzzare sulla macchia che, come potete vedere nel video, una volta lasciato asciugare fino al formarsi di una sottile polvere bianca, va rimosso con una spazzola insieme alla macchia.

Attenzione!

Prima di applicare i metodi per togliere le macchie dai top di marmo illustrati in questo post, vi raccomando di fare delle prove preventive nelle parti meno visibili del top.

Rimozione delle macchie fai da te.

Va detto che i prodotti pronto uso non sempre risultano efficaci, quindi se la vostra macchia non viene via, non vi resta altro che provare con un metodo in uso nelle marmerie.

Pericolo di intossicazioni e di ustioni.

Vi raccomando di leggere attentamente le spiegazioni e le precauzioni da adottare per l’applicazione del metodo.

Come rimuovere le macchie di unto sul marmo con il cataplasma dei marmisti.

  1. Importanti precauzioni.

    Assicuratevi di operare lontano da fiamme e in locali ben ventilati. I solventi sono infiammabili e i loro vapori nocivi.

  2. Disporre la polvere assorbente.

    Versate su una superficie doppia rispetto alla macchia, uno strato spesso almeno un centimetro di polvere di sepiolite oppure di polvere per poultice una miscela specifica di talco e sepiolite.

  3. Bagnare con il solvente.

    Bagnate il materiale assorbente con il solvente TRIECLOR (un sostituto della trielina che per la sua alta tossicità non è più commerciabile). Se la macchia è di olio alimentare potete usare come solvente dell’ammoniaca.

  4. Lasciare evaporare lentamente.

    Quando il tutto assume la consistenza di una pasta lasciate evaporare lentamente. Se la macchia è penetrata in profondità, oppure quando la temperatura ambiente è alta, è necessario rallentare l’evaporazione coprendo il tutto con della carta alluminio da cucina, sigillando i bordi con nastro adesivo o coprendo la pasta formata con un bicchiere o un contenitore di adeguate dimensioni.

  5. Asportare la macchia.

    Non appena la pasta diviene secca rimuovetela. Nel caso fosse necessario, cioé se se rimangono ancora tracce della macchia, ripetete l’applicazione.

Allora che ne pensate? Se questo metodo vi sembra troppo complicato da applicare potete utilizzare un prodotto pronto con effetti simili al metodo appena descritto. Con la pasta mangia macchia pronta all’uso di Bellinzoni si possono buoni risultati più rapidamente. Non vi resta altro che provare!

Marmo macchiato da sostanze coloranti – rimedi.

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Cosa fare se il marmo è macchiato da sostanze coloranti o da ruggine? Marmo e pietre naturali, sono materiali pregiati e robusti, ma purtroppo sono soggetti a macchiarsi. Come intervenire? Niente paura, esiste un modo efficace e non troppo complesso da mettere in atto.

Marmo macchiato da sostanze coloranti

Quando accade che si rovescia una sostanza colorante sul marmo, questa andrebbe rimossa immediatamente, tuttavia anche questa tempestività potrebbe non essere sufficiente per rimediare all’incidente.

Prevenire prima di tutto.

Ad esempio, in cucina le cadute accidentali di sostanze alimentari sono inevitabili, molte di queste sono sostanze coloranti con una componente acida che inevitabilmente va a danneggiare la superficie del piano in marmo.

Tali sostanze se lasciate per lungo tempo sul piano formano delle macchie che divengono assai difficili da rimuovere.

Che si tratti di marmi, di pietre o di graniti, la prevenzione è la cosa migliore: la pulizia quotidiana e una buona manutenzione sono tra le prime cose da fare.

Rimuovere le macchie di sostanze coloranti dalle superfici in marmo o in pietra naturale.

Il metodo che vi spiego prevede l’impiego di acqua ossigenata 130 volumi (la trovate in ferramenta specializzata o in farmacia). Funziona con le macchie provocate da succhi di frutta, o vegetali in genere, vino, pomodoro, caffè, tè e persino inchiostro, ma è totalmente inefficace su macchie acide, come quelle provocate dal succo di limone, o aceto, e totalmente inutile sulle macchie di unto assorbite in profondità sulle quali occorre intervenire con altre metodologie che trovi spiegate qui:

Procedimento.

Pericolo di ustioni!

Leggete attentamente le spiegazioni e le precauzioni da adottare per l’applicazione del metodo.

Tempo richiesto: 4 ore.

Metodo per eliminare le macchie di sostanze coloranti dai piani in marmo e pietra.

  1. Fase preliminare e precauzioni.

    Prima di tutto, lavate la superficie da trattare con acqua e detergente neutro, quindi lasciate asciugare per bene. Poiché l’acqua ossigenata 130 volumi è fortemente ustionante, indossate guanti da lavoro e occhiali protettivi. Evitate anche il contatto dei metalli con l’acqua ossigenata, visto che questa ha un effetto corrosivo.

  2. Smacchiatura con acqua ossigenata.

    Versate sulla macchia abbondante acqua ossigenata 130 volumi e attendete fino a quando non si sia asciugata completamente. Fate attenzione a non toccare la superficie trattata prima della sua completa asciugatura.

  3. Lavaggio.

    L’acqua ossigenata non intacca la lucidatura e la brillantezza del marmo. Non libera vapori tossici ed asciugando non lascia alcun residuo, comunque e buona norma lavare la superficie appena smacchiata e se necessario ripetere l’operazione.

  4. Lucidatura della superficie.

    Eventuali aloni che rimangono in superficie sono causati dalle sostanze acide, contenute negli agenti macchianti. Questi possono essere eliminati levigando la parte interessata impiegando un kit per lucidatura facile da usare anche per mani non esperte. Questo evita di ricorrere ai costosissimi interventi delle maestranze qualificate, indispensabili solo quando la superficie da lucidare è particolarmente estesa.

Per meglio comprendere il procedimento descritto vi consiglio di prendere visione dei video che illustrano le procedure.

Con il kit per lucidatura potrete ottenere risultati eccellenti, come quelli illustrati nel video. Basta solo un po’ di pazienza e olio di gomito! Il Kit è utile anche per eliminare: graffi superficiali, urti di stoviglie, corrosioni e incrostazioni di calcare, ed opacità in genere.

… e le macchie di ruggine?

Un’altro tipo di macchia ostinata che crea aloni “colorati” è quella provocata dalla ruggine. Per rimuoverla in modo efficace bisognerebbe ricorrere a procedimenti e prodotti professionali che normalmente adoperano i marmisti. Si tratta però di procedure poco pratiche da replicare in casa. Tuttavia alcuni prodotti già pronti all’uso pare funzionino egregiamente per eliminare le macchie di ruggine senza opacizzare o intaccare le delicate superfici di marmi e pietre. Questi sono facili da usare, ma per la perfetta riuscita dell’operazione, non è escluso che si debba ripetere il trattamento più volte.

Per macchie di ruggine particolarmente estese o ostinate vi consiglio la procedura che vedete nel video. Questa è un attimo più complessa e molto simile al metodo professionale dei marmisti, ma facile da mettere in atto grazie al kit di pulizia di BMC.

Rimuovere le macchie acide da marmi e pietre.

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Marmi e pietre naturali, essendo costituiti principalmente da carbonato di calcio, sono materiali poco resistenti alle sostanze acide che possono corrodere le superfici opacizzandole. Leggi questo articolo per scoprire come è facile rimuovere le macchie acide da marmi e pietre. In particolare, per quanto riguarda i top della cucina realizzati con questi pregiati materiali, è da fare attenzione alle sostanze acide contenute in alcuni alimenti. Queste se assorbite creano degli aloni antiestetici sul piano di lavoro.

Prevenire le macchie acide da marmi e pietre.

In cucina si sa bene che schizzi e cadute accidentali di alimenti possono accadere. Aceto, succo di limone ed anche quello di pomodoro, sono i nemici giurati dei piani in marmo e le loro “macchie acide”, non si riescono ad eliminare con i normali detergenti, che anzi talvolta ne peggiorano l’aspetto. Tali sostanze vanno rimosse immediatamente, se lasciate sulla superficie per lungo tempo vi possono lasciare aloni biancastri e dall’aspetto ruvido assai difficili da rimuovere. Se si verifica un evento del genere, potete provare a porvi rimedio cospargendo immediatamente la macchia con del bicarbonato di sodio, però il successo di tale operazione è subordinata alla rapidità della sua esecuzione, per cui abbastanza raro in verità.

La prevenzione con la pulizia quotidiana e una buona manutenzione rimane sempre la cosa migliore da fare. Consigliatissimo, ad esempio, è il trattamento periodico delle superfici con un impermeabilizzante per pietre e graniti.

Comunque se la superficie è fortemente intaccata, l’unico modo per rimuovere gli aloni di macchie acide da marmi e pietre è quello di rifare la lucidatura delle superfici.

Lucidatura del marmo fai da te.

Per non ricorrere a costosissimi interventi di maestranze qualificate per eliminare le macchie acide da marmi e pietre potrete provvedere da soli alla lucidatura dei piani impiegando un kit apposito facile da usare anche per mani non esperte.

Un kit fornito di tutto quanto occorre per ottenere i risultati eccellenti mostrati nel video. Basta solo un po’ di pazienza e olio di gomito!

Il kit è utile anche per eliminare: graffi superficiali, urti di stoviglie, corrosioni e incrostazioni di calcare, ed opacità in genere.

Stendibiancheria, come sceglierlo.

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Lo stendibiancheria è un accessorio indispensabile in tutte le abitazioni, necessario per fare asciugare rapidamente e alla perfezione il bucato. Sia che lo utilizziamo all’interno o all’esterno della casa, è un accessorio che non può mancare in casa.

stendibiancheria
Photo by Erik Witsoe on Unsplash

Sul mercato di stendibiancheria ce ne sono tantissimi e diverse tipologie: a sviluppo orizzontale, o verticale; a parete, o a soffitto, per l’utilizzo all’esterno, o da interno, e cosi via fino ai modelli più avanzati tecnologicamente che fanno dello stendipanni un vero e proprio asciugabiancheria elettrico.

Scegliere lo stendibiancheria migliore.

Siete confusi? Non sapete quale modello di stendibiancheria acquistare? Non preoccupatevi per scegliere quello adatto alle vostre necessità basta solo rispondere a qualche domanda.

Photo by Gilles Desjardins on Unsplash

Qual’è la vostra esigenza di bucato?

La prima domanda a cui rispondere può sembrare banale, ma è importante scegliere uno stendipanni adatto alle proprie necessità di bucato. In altri termini è importante capire di quanto “filo” avete bisogno.

Gli stendini estensibili possono risolvere la necessità di grandi superfici di stenditura, ma richiedono spazi adeguati.

Come è ovvio la quantità di bucato che si fa in casa non dipende solamente dalla composizione del nucleo familiare, ma anche dalle abitudini dei singoli componenti.

I metri di filo disponibili per la stenditura sono generalmente indicati dai produttori con la voce superficie di stenditura. In linea generale ci si può riferire ai valori della tabella qui in basso:

Single 18-20 m di superficie
Coppie 20-30 m di superficie
Famiglia di 4 persone 30-40 m di superficie

Vi serve uno stendibiancheria da interno o da esterno?

Chi ha la possibilità di installare dei sistemi per la stenditura dei panni in balcone o sul terrazzo può orientarsi verso le tipologie appositamente studiate per poter essere collocate all’esterno.

Photo by Mason Jones on Unsplash

Stendere all’esterno consente di non saturare casa di umidità. Tuttavia chi gode di questa possibilità, a seconda della posizione geografica dell’abitazione, potrebbe essere obbligato durante i mesi invernali a tenere degli stendibiancheria dentro casa a meno che non scelga di acquistare un’asciugatrice o una lavasciuga.

Quanto spazio avete a disposizione?

Non vi è alcun dubbio che lo stendibiancheria ideale deve avere dimensioni adeguate agli spazi a disposizione, siano questi all’interno o all’esterno dell’abitazione.

Tenete conto dell’ingombro dello stendibiancheria quando questo sarà completamente aperto, e valutate se esiste la la possibilità di aprirlo anche solo parzialmente.

Nel caso di spazi limitati valutate l’acquisto di uno stendino a scomparsa da istallare a parete o a soffitto e che scompare alla vista quando non è in uso. Alcuni modelli a torre sono così compatti che si possono posizionare anche nel box doccia.

Raccomandati per l’esterno con spazi ridotti i tipi di stendini estendibili a scomparsa. Questi quando non servono possono essere ripiegati in un armadietto.

Principali tipologie e stendibiancheria consigliati.

Da quelli tradizionali a quelli elettrici, gli stendini esistono in diverse tipologie ognuna di questa rispondente a specifiche necessità. Tenendo conto dei parametri esposti nei paragrafi precedenti sono descritte di seguito alcune delle tipologie più consigliate a seconda dei diversi tipi di utilizzo. Avete solo da scegliere quello che fa per voi.

Stendino a cavalletto classico.

Lo stendibiancheria a cavalletto è quello classico con superficie rettangolare e due “ali” laterali che si possono aprire o chiudere a seconda della superficie di stenditura che vi occorre. Chiuso, questo tipo di stendibiancheria, si appiattisce completamente e si può facilmente conservare in uno ripostiglio.
L’ingombro, una volta aperto aperto, può essere anche piuttosto importante, dunque in spazi ridotti dentro casa, può risultare scomodo.

In questa categoria lo stendibiancheria pieghevole Gulliver di Foppapedretti risulta essere una delle migliori scelte.

Modulabile in base alla quantità di bucato da stendere, lo stendino Gulliver è dotato di ben 27 metri di filo e una volta chiuso occupa solo 14 centimetri, restando in piedi da solo.

Solido e resistente, il modello con la struttura in legno è adatto ad un utilizzo indoor e grazie alle robuste ruote frenanti antigraffio è possibile spostarlo agevolmente senza arrecare danno ai pavimenti più delicati. È anche disponibile una variante in alluminio verniciato adatta per l’utilizzo all’esterno.

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Stendino estensibile.

Una variante dello stendino a cavalletto è lo stendibiancheria estensibile. In questo la superficie di stenditura principale è ampliabile grazie alla struttura a tubi telescopici.

Completamente esteso, questo tipo di stendibiancheria supera i 2 m di lunghezza quindi non è adatto per spazi ridotti.

Lo stendino estensibile Vileda Infinity offre ben 27 metri di superficie di stenditura per questo, ed è ottimo per stendere lenzuola, coperte e asciugamani di grandi dimensioni.

Grazie alla griglia centrale lo stendino è estensibile fino a 189 cm. Con le ali laterali raggiunge una lunghezza di 257cm, quindi è bene, prima d’acquistarlo, di accettarsi d’avere lo spazio necessario per aprirlo.

I materiali con cui è realizzato permettono di tenerlo all’esterno, ma bisogna proteggerlo dalle intemperie per non danneggiarlo.

Tra gli stendini allungabili vanno segnalati anche:

  • il Foppapedretti Allungo che si estende fino a 3 metri e offre 30 metri di filo utile per stendere il bucato;
  • il GIMI Dinamik 30, alternativo al Vileda, e come questo si estende fino a 257 cm ed offre uno spazio di stenditura di 27 metri.

Stendipanni a torre.

Lo stendibiancheria a sviluppo verticale, anche detto a torre, è generalmente composto da più ripiani che permettono di stendere i panni senza l’ingombro tipico degli stendini a cavalletto.

Lo stendino GIMI Modular Lux, grazie alle dimensioni contenute ( 71 x 71 x 168,5 cm) e alla sua struttura a torre, può essere posizionato dentro il box doccia. Realizzato in acciaio, è dotato di 8 griglie indipendenti e 4 ruote che facilitano gli spostamenti.

Il Modular Lux offre 40 metri di stenditura ed è possibile aprirlo anche parzialmente per dimezzare l’ingombro.

Valida alternativa a questo stendino è quello a torre di Vileda che ha caratteristiche simili.

Sono comodi quando lo spazio a disposizione è davvero minimo, però consentono di stendere solo pochi capi lunghi rispetto alle altre tipologie di stendibiancheria.

Stendibiancheria a scomparsa.

Gli stendibiancheria a scomparsa, da parete o da soffitto, sono una tipologia innovativa che permettono di sfruttare tutti gli spazi della casa evitando ingombri inutili. Generalmente non offrono una grande superficie di stenditura, cosa che li rende poco adatti alle famiglie numerose.

Foxidry offre ben due modelli di stendini a scomparsa, disponibili in diverse misure: il Mini, con istallazione a soffitto, e il Wall che si monta a parete. Si tratta in entrambi i casi di istallazioni fisse che permettono di stendere anche capi di grandi dimensioni come lenzuola e tovaglie. Pratici ed eleganti, posizionati sopra un termosifone sono la soluzione ideale per velocizzare l’asciugatura dei capi in inverno.

Mini è uno stendino che scende dal soffitto e che può essere fermato a qualsiasi altezza intermedia. Si solleva molto facilmente anche a pieno carico grazie ad un sistema che demoltiplica lo sforzo necessario per tirarlo su.

Lo stendino Mini è dotato di 8 tubi, che nel modello largo 150 centimetri, offrono 11,5 metri di stenditura per 10 chili di biancheria.

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Lo stendibiancheria Wall è dotato di un meccanismo a saliscendi simile a quello delle veneziane. Questo scorre lungo la parete per 130 cm e può essere bloccato a qualsiasi altezza, adattandosi alla statura di chi lo utilizza.

Anche in questo caso il bucato può essere sollevato senza compiere troppi sforzi. La portata è sempre di 10 kg per una superficie stendibile di 11,5 metri.

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Entrambi gli stendini di Foxdry sono facili da installare e adatti sia all’interno che all’esterno dell’abitazione, poiché sono costruiti in alluminio ed acciaio.

Stendibiancheria per esterni.

In questa categoria ho preso in considerazione solamente dei particolari stendini adatti ad essere usati in giardino, pati e terrazze e in qualche caso anche in balcone. Sono stendini perfetti per stendere qualsiasi tipo di bucato: indumenti, lenzuola e persino piumini e cuscini. In molti di questi è possibile regolarne l’altezza e alcuni possono ruotare risultando molto comodi nell’uso.

Il WallFix di Brabantia è uno stendibiancheria assai particolare che si fissa al muro. Perfetto per esterni con spazi limitati, quando non è utilizzato montato può essere ripiegato completamente per “sparire” dentro un elegante armadietto di protezione fornito in dotazione.

Premendo l’apposito pulsante l’armadietto si apre automaticamente per tornare nuovamente disponibile. Tutto azionabile con una sola mano!

Lo stendino dispone di 24 metri di filo ed è adatto per stendere capi ingombranti. Costruito con materiali anti-corrosione è particolarmente resistente agli agenti atmosferici.

Brabantia propone anche come soluzione per l’esterno lo stendibiancheria Lift O-Matic. Questo si apre come un ombrello e ha 50 metri di superficie stendibile, perfetto per una famiglia numerosa. La regolazione in altezza dei fili e i bracci che girano dolcemente anche quando sono carichi di capi bagnati, permettono un utilizzo di questo robusto e pratico stendibiancheria.

La parte più bassa è perfetta per fare arieggiare cuscini e biancheria da letto, mentre i bracci più alti sono ideali per stendere coperte e lenzuola.

Essendo molto ingombrante, lo stendibiancheria Lift O-Matic è consigliato solo a chi ha abbastanza spazio all’esterno.

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